Quali elementi bisogna prendere in considerazione quando si valuta la migrazione a SAP S/4HANA, e soprattutto, che differenze corrono tra la versione On Premise e quella in Cloud dell’ERP di nuova generazione? Prima di scendere nel dettaglio, è bene precisare che in realtà la scelta non è tra due, bensì tra quattro alternative: esistono infatti tre declinazioni dell’offerta in Cloud di SAP, chiamate rispettivamente SAP S/4HANA Cloud Essentials, SAP S/4HANA Cloud Extended e SAP S/4HANA AnyPremise Private Cloud. E poi c’è la modalità SAP S/4HANA AnyPremise, che costituisce la proposizione specificamente dedicata a chi intende far girare l’ecosistema sui server residenti all’interno dell’azienda.
Ottimizzare i processi SAP significa rendere i flussi operativi sempre più snelli, riducendo drasticamente il time-to-market, migliorando l’esperienza d’uso dei collaboratori e arricchendo la relazione con i clienti.
L’adozione di SAP S/4HANA è la premessa per sprigionare il massimo potenziale della digital transformation, riducendo al minimo il total cost of ownership (TCO) sul piano tecnologico e massimizzando il ritorno sugli investimenti (ROI) in innovazione.
Trasformare un’azienda in una intelligent enterprise comporta per il management, per i collaboratori e per tutti gli stakeholder una serie di vantaggi immediati. Dall’ottimizzazione dei processi operativi alla creazione di una user experience semplificata e omogenea, passando per la possibilità di costruire modelli previsionali per aumentare la redditività del business e per rendere sempre più efficiente la supply chain, le ricadute sono molteplici e tutte misurabili. Per cominciare a governare l’organizzazione in modo end-to-end, supervisionando cioè i workflow come parte di un flusso senza soluzione di continuità, è necessario prima di ogni altra cosa digitalizzare ciascun task, e poi adottare piattaforme in grado di raccogliere, elaborare, orchestrare e ridistribuire le informazioni generate dagli endpoint connessi.
In uno scenario competitivo sempre più caratterizzato dalla logica del just in time, per mantenere alto il livello di soddisfazione dei clienti, le aziende manifatturiere devono riuscire a ridurre il time to market. Un’impresa tutt’altro che semplice, considerando le criticità che stanno affliggendo diverse catene di fornitura a livello mondiale. La carenza di materie prime (basti pensare al cosiddetto chip shortage, che continuerà a rallentare la filiera tecnologica basata sui semiconduttori per gran parte del 2022) e i frequenti colli di bottiglia che strozzano la logistica mondiale (come conseguenza della crisi dei trasporti dovuta all’emergenza pandemica) potrebbero risultare degli ostacoli quasi insormontabili soprattutto per le organizzazioni meno strutturate.
L’industria del Packaging richiede alle aziende una continua capacità di reagire ai cambiamenti imprevedibili del mercato.
Negli ultimi anni la trasformazione digitale ha superato la sua dimensione esclusivamente tecnologica, assumendo una prospettiva più ampia e strategica che coinvolge strumenti, applicazioni e l’intero assetto operativo e decisionale delle organizzazioni; non si tratta più di introdurre singole soluzioni software, bensì di ripensare in maniera integrata il rapporto tra processi, dati e capacità decisionali, in un contesto in cui velocità di esecuzione, integrazione end-to-end e governance della complessità costituiscono fattori critici e determinanti della competitività aziendale, imponendo strategie chiare e strumenti adeguati.
Molte aziende operano oggi su ecosistemi IT stratificati, caratterizzati da applicazioni eterogenee, integrazioni punto-punto e modelli dati spesso incoerenti; questi scenari, che per anni hanno garantito flessibilità funzionale e reattività locale, mostrano limiti evidenti quando diventa necessario abilitare processi trasversali, analytics avanzati e intelligenza artificiale su scala enterprise: in questo caso, la sfida non è più solo tecnologica, ma strategica, perché richiede una visione coerente e unificata dell’intero sistema informativo, capace di trasformare la complessità in vantaggio competitivo sostenibile.
SAP Business Suite è un portafoglio integrato di soluzioni applicative progettate per coprire tutti i principali domini di business, dalla finanza alla supply chain, dalla produzione alle vendite fino alle risorse umane, all’interno di un’architettura coerente e unificata; a differenza di applicazioni indipendenti, opera come un sistema integrato in cui processi, dati e servizi condividono una base comune, permettendo gestione end-to-end, riduzione delle inefficienze e coerenza operativa su scala enterprise.
Il valore strategico della Suite risiede nella sua architettura sottostante, che consente visibilità completa sul business, integrazione fluida tra processi e applicazioni, riduzione del debito tecnico e supporto a un’evoluzione tecnologica continua attraverso la gestione in cloud, garantendo scalabilità, aggiornamenti automatici e allineamento alle roadmap SAP,riducendo i costi di integrazione tipici di ecosistemi frammentati e potenziando la capacità decisionale basata su dati affidabili.
L’ottimizzazione dei processi d’acquisto attraverso la digitalizzazione e l’automazione è fondamentale per le imprese che puntano a costruire una supply chain efficiente, sostenibile e resiliente. In particolare, l’utilizzo di soluzioni di document management avanzate e l’adozione di piattaforme di procurement basate sulle tecnologie di big data analytics e artificial intelligence generano una serie di benefici misurabili fin dal day one, garantendo un rapido ritorno sugli investimenti, a prescindere dalla complessità della struttura organizzativa e dalle dimensioni dell’azienda.
L’innovazione tecnologica ha aperto nuovi orizzonti per le imprese e l’intelligenza artificiale generativa sta giocando un ruolo centrale in questa trasformazione, migliorando efficienza, automazione e innovazione.