<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Present</title>
	<atom:link href="https://www.it-present.com/it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.it-present.com/it/</link>
	<description>Consulenza, Servizi IT - Present</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Jul 2026 12:52:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.it-present.com/wp-content/uploads/2021/08/fav.png</url>
	<title>Present</title>
	<link>https://www.it-present.com/it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Dai dati all’AI: come SAP Business Data Cloud abilita insight e automazione</title>
		<link>https://www.it-present.com/it/dati-ai-sap-business-data-cloud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Monza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.it-present.com/?p=6573</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il valore dei dati nell’era dell’intelligenza artificiale Nel momento in cui le imprese si trovano a gestire ecosistemi informativi sempre più frammentati, caratterizzati da volumi crescenti di dati e da una pressione competitiva che non ammette ritardi decisionali, la capacità di trasformare l’informazione in valore concreto diventa un fattore strutturale di successo; in questo scenario, SAP [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/dati-ai-sap-business-data-cloud/">Dai dati all’AI: come SAP Business Data Cloud abilita insight e automazione</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-6573"></span></p>
<h2>Il valore dei dati nell’era dell’intelligenza artificiale</h2>
<p>Nel momento in cui le imprese si trovano a gestire ecosistemi informativi sempre più frammentati, caratterizzati da volumi crescenti di dati e da una pressione competitiva che non ammette ritardi decisionali, la capacità di trasformare l’informazione in valore concreto diventa un fattore strutturale di successo; in questo scenario, SAP Business Data Cloud si propone come una piattaforma SaaS completamente gestita che consente di unificare e governare dati provenienti da ambienti SAP e non SAP, preservandone il contesto di business e rendendoli immediatamente fruibili da applicazioni analitiche e agenti di intelligenza artificiale, così da offrire ai decision maker una base informativa coerente, affidabile e pronta per alimentare processi automatizzati e insight predittivi.</p>
<h2>La fusione dei dati come fondamento della strategia data-driven</h2>
<p>Il primo elemento distintivo di SAP Business Data Cloud risiede nella capacità di superare definitivamente la logica dei silos informativi, costruendo un tessuto dati unificato che connette informazioni transazionali, metadati e relazioni di business all’interno di un unico livello governato; questo significa che i team aziendali possono contare su una singola fonte di verità, riducendo drasticamente la dipendenza da estrazioni manuali, riconciliazioni complesse e dataset incoerenti, con un impatto diretto sulla qualità delle analisi e sulla velocità con cui vengono prese le decisioni.<br />
Grazie all’integrazione nativa tra dati SAP e dati di terze parti, l’accesso alle informazioni diventa trasparente e continuo, senza la necessità di processi ridondanti o di infrastrutture aggiuntive, consentendo così alle imprese di concentrare gli sforzi non sulla preparazione dei dati, ma sulla loro valorizzazione strategica.</p>
<h2>Dati semanticamente ricchi per un’AI affidabile e contestuale</h2>
<p>Uno dei limiti più evidenti delle iniziative di intelligenza artificiale risiede spesso nella qualità del contesto informativo su cui i modelli vengono addestrati; senza un livello semantico che descriva correttamente le relazioni di business, l’AI resta confinata a un esercizio statistico privo di reale utilità operativa. SAP Business Data Cloud affronta questo problema offrendo dati semanticamente arricchiti, nei quali il significato dei processi, delle entità e delle metriche viene preservato e reso disponibile alle applicazioni intelligenti.<br />
In questo modo, agenti e modelli di AI non si limitano a elaborare numeri ma diventano in grado di comprendere le dinamiche aziendali, individuare pattern ricorrenti, suggerire azioni correttive e generare insight affidabili, trasformando l’analisi da esercizio descrittivo a strumento predittivo e prescrittivo, capace di anticipare trend e criticità.</p>
<h2>Applicazioni intelligenti e automazione dei processi end-to-end</h2>
<p>Quando una piattaforma dati è realmente integrata con l’intelligenza artificiale, il passo verso l’automazione dei processi diventa naturale. SAP Business Data Cloud consente di sviluppare applicazioni intelligenti che non solo supportano il processo decisionale ma sono in grado di orchestrare flussi operativi complessi, adattandosi in tempo reale ai cambiamenti del contesto di business e riducendo l’intervento umano nelle attività ripetitive e a basso valore aggiunto.<br />
Questo approccio apre la strada a workflow dinamici, capaci di monitorare costantemente le performance, intercettare anomalie e suggerire interventi tempestivi, creando un ecosistema in cui l’AI non è un elemento accessorio, ma una componente strutturale dell’operatività quotidiana.</p>
<h2>Vantaggi strategici per le organizzazioni orientate ai dati</h2>
<p>Per le imprese che aspirano a diventare realmente data-driven, i benefici di SAP Business Data Cloud si manifestano su più livelli: la qualità e la coerenza delle informazioni migliorano in modo significativo, la latenza decisionale si riduce e la possibilità di integrare strumenti analitici avanzati con modelli di AI consente di affrontare la complessità del mercato con maggiore lucidità.<br />
L’apertura verso un ecosistema esteso di soluzioni SAP, incluse piattaforme di analytics, planning e data science, garantisce inoltre flessibilità e scalabilità, permettendo di costruire una roadmap di trasformazione progressiva che accompagni la crescita dell’organizzazione senza strappi o rigidità architetturali.</p>
<h2>Le competenze necessarie per trasformare la tecnologia in valore</h2>
<p>Affinché l’adozione di SAP Business Data Cloud si traduca in risultati concreti, è però indispensabile affiancare alla tecnologia una solida governance dei dati e un investimento mirato sulle competenze. La definizione di modelli semantici condivisi, la gestione dei metadati, il controllo della qualità delle informazioni e lo sviluppo di capacità in ambito machine learning e data engineering sono fattori determinanti per garantire che l’AI generi automazione affidabile e insight realmente utilizzabili.<br />
Senza questa maturità organizzativa, il rischio è quello di disporre di una piattaforma potente ma sottoutilizzata, incapace di incidere in modo strutturale sui processi decisionali e operativi.</p>
<h2>Insight affidabili per decisioni realmente data-driven</h2>
<p>Le organizzazioni che hanno intrapreso percorsi di unificazione dei dati e integrazione con l’intelligenza artificiale attraverso SAP Business Data Cloud testimoniano un miglioramento significativo nella qualità delle previsioni, nella rapidità delle analisi e nella capacità di allineare le decisioni strategiche agli obiettivi di business.<br />
L’eliminazione dei silos informativi e la disponibilità di insight contestualizzati consentono ai team di lavorare in modo collaborativo, basandosi su informazioni condivise e affidabili, con un impatto diretto sulla resilienza e sulla competitività dell’impresa.</p>
<h2>Abilitare l’impresa intelligente</h2>
<p>SAP Business Data Cloud non rappresenta semplicemente un nuovo strumento di gestione dei dati ma una piattaforma abilitante per l’impresa intelligente, capace di connettere informazioni, AI e automazione in un unico framework coerente.<br />
Per i CIO e i decision maker che desiderano trasformare i dati in un vero asset strategico, questa soluzione costituisce un passaggio chiave verso un modello operativo più agile, predittivo e orientato al valore.</p>
<p>[/bt_text]<div class="btClear btSeparator topSpaced bottomSpaced border" ><hr></div><div class="btText" ></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="color: #003366;">Vuoi approfondire come integrare SAP Business Data Cloud nella tua roadmap di trasformazione digitale?</span></strong></h3>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003366;">Compila il form di contatto e richiedi una call dedicata con i nostri consulenti certificati:</span></p>
<p>
</div>[/bt_column][/bt_row][/bt_section]<section id="bt_section6a6a46f06fdcf"  class="boldSection topSmallSpaced gutter inherit" ><div class="port"><div class="boldCell"><div class="boldCellInner"><div class="boldRow " ><div class="boldRowInner"><div class="rowItem col-md-12 col-ms-12  btTextCenter inherit"  data-width="12"><div class="rowItemContent" ><a href="https://www.it-present.com/it/contatti/" class="btBtn btBtn btnFilledStyle btnAccentColor btnMedium btnNormalWidth btnRightPosition btnNoIcon" ><span class="btnInnerText">CONTATTACI</span></a></div></div></div></div></div></div></div></section></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/dati-ai-sap-business-data-cloud/">Dai dati all’AI: come SAP Business Data Cloud abilita insight e automazione</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’Investment Index di Exprivia e il DevSecOps</title>
		<link>https://www.it-present.com/it/linvestment-index-di-exprivia-e-il-devsecops/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Monza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 20:34:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cybersecurity]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.it-present.com/?p=6505</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un vecchio saggio (ed esperto programmatore d’oltreoceano) una volta disse: “Quando si sviluppa una patch, forse si risolve un problema, ma sicuramente se ne introducono altri”. Questo veniva detto quando la trasformazione digitale era appena agli inizi, quando i cicli di sviluppo duravano anni, quando i processi digitali erano reversibili e quando le esigenze di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/linvestment-index-di-exprivia-e-il-devsecops/">L’Investment Index di Exprivia e il DevSecOps</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-6505"></span></p>
<p>Un vecchio saggio (ed esperto programmatore d’oltreoceano) una volta disse: <em>“Quando si sviluppa una patch, forse si risolve un problema, ma sicuramente se ne introducono altri”</em>. Questo veniva detto quando la trasformazione digitale era appena agli inizi, quando i cicli di sviluppo duravano anni, quando i processi digitali erano reversibili e quando le esigenze di adattare i prodotti al mercato non richiedevano adattamenti continui.</p>
<p>L’osservazione, precedentemente citata, era adattabile pertanto agli sviluppi delle patch, in quanto le patch erano gli unici delivery in cui un adattamento al mercato fosse imminente, necessario ed imprescindibile (seppure spesso adattabile a processi reversibili e quindi sostituibili con attività manuali).</p>
<p>Oggi la considerazione potrebbe essere estesa al mercato digitale intero.</p>
<p>La domanda a cui vorremmo tutti rispondere è se gli investimenti in sicurezza sono compatibili con quanto velocemente si riesca a sviluppare prodotti compatibili con le esigenze del mercato. Exprivia ha provato a dare una risposta a questa complessa domanda con l’”<strong>Investment Index</strong>”, calcolato su un campione di aziende a copertura delle maggiori industrie presenti sul territorio, che <strong>mette in relazione il numero di servizi esposti e le vulnerabilità interessate da questi servizi</strong>. Il valore ottenuto è normalizzato in un intervallo tra 1 e 10, dove 1 rappresenta un livello di sicurezza molto basso, mentre il valore 10 rappresenta un livello di sicurezza elevato. <strong>Al crescere di questo valore vuol dire che le patch progressivamente riducono il perimetro di attacco, ma potrebbe anche indicare che il perimetro di attacco non viene modificato a causa della mancanza di evoluzione della piattaforma.</strong> Le industrie sono distribuite sul territorio nazionale (Nord, Centro e Sud) e per settore merceologico (Automotive, Consulting, Critical Infrastructure, Educational, Entertainment, Finance, Healthcare, Hospitality, Industrial, ONG, Public Administration, Religion, Retail, Security, Software e Telco).</p>
<p>Secondo i dati raccolti dall’<strong>Osservatorio Exprivia sulla Cybersecurity nel 2023</strong>, abbiamo avuto un generale miglioramento in quasi tutte le industrie analizzate, con eccezione per “education” e “infrastrutture critiche”, dove la digitalizzazione sembra aver avuto una velocità maggiore rispetto alla messa in sicurezza dei nuovi servizi offerti. Considerando quando dopo la pandemia si è investito in didattica a distanza, la cosa non dovrebbe sorprenderci. Invece, desta preoccupazione il fatto che il processo di digitalizzazione delle infrastrutture critiche, malgrado normative sempre più stringenti (NIS), sembra viaggiare ad una velocità inferiore sulla sicurezza e parliamo di infrastrutture considerate critiche nella fornitura di servizi essenziali, e quindi con grandissimo impatto sull&#8217;economia e sulla quotidianità. Anche interessante è osservare la distribuzione sul territorio nazionale.</p>
<p>Se da un lato osserviamo un Sud più sicuro del Centro, che è più sicuro del Nord, non possiamo con certezza affermare che ciò dipenda dal fatto che il perimetro osservato non si modifichi.</p>
<p>La nota positiva è notare come al nord l’”Investment Index” sia complessivamente cresciuto nel 2023.</p>
<p>L&#8217;innovazione tecnologica e l&#8217;accelerazione nella trasformazione digitale spingono i produttori di tecnologie ad avere cicli di sviluppo agili e poco conciliabili con produzioni organizzate a silos, con responsabilità e commitment nei silos di riferimento piuttosto che con il business. La necessità di adattarsi ai cambiamenti del mercato richiede infatti rilasci più rapidi e frequenti, dove la collaborazione e l&#8217;automazione cross-silos sono necessarie per migliorare la qualità del software e ridurre il rischio di avere il prodotto perfetto ma nei tempi sbagliati.</p>
<p><strong>Frequenza nei rilasci, sviluppo della cultura della collaborazione, agilità ed adattabilità, automazione e ricerca dell&#8217;efficienza operativa,</strong> ma soprattutto <strong>promozione della cultura dell&#8217;innovazione e apprendimento continuo</strong>, sono <strong>principi fondamentali della cultura DevOps</strong>.</p>
<p>Se con un approccio DevOps le organizzazioni possono sviluppare e distribuire software in modo più efficiente, rapido e affidabile, migliorando la competitività, la soddisfazione del cliente e l&#8217;innovazione aziendale, la sfida che il dato sull’”Investment Index” ci suggerisce è quella di <strong>includere la sicurezza nell’intero ciclo di sviluppo del software in maniera strutturale</strong>, sin dalle prime fasi del ciclo di sviluppo accompagnandolo in modo continuo ed automatizzato laddove invece la sicurezza viene considerata un processo a parte, da eseguire alla fine del ciclo di sviluppo .</p>
<p>La sicurezza invece dovrebbe essere una parte integrante del processo di sviluppo per identificare e gestire vulnerabilità di sicurezza con la stessa e talvolta maggiore attenzione rispetto a problemi di carattere funzionale utilizzando <strong>strumenti che per la automazione dei test di sicurezza</strong>, integrando analisi statica (SAST) e dinamica del codice (DAST) ed identificando contromisure di sicurezza nel processo di integrazione e distribuzione continua (CI/CD) .</p>
<p>La sfida si chiama DevSecOps.</p>
<p><em>Domenico Raguseo &#8211; Head of CyberSecurity Exprivia<br /></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/linvestment-index-di-exprivia-e-il-devsecops/">L’Investment Index di Exprivia e il DevSecOps</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tre consigli per semplificare la gestione dei dati digitali con il Conversational Data</title>
		<link>https://www.it-present.com/it/tre-consigli-per-semplificare-la-gestione-dei-dati-digitali-con-il-conversational-data/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Monza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 20:34:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Big Data & Analytics]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.it-present.com/?p=6523</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il percorso della Pubblica Amministrazione verso una rinnovata gestione dei dati digitali è in piena evoluzione. In questo scenario, sta giocando un ruolo di prim’ordine l’adozione sempre più diffusa di strumenti basati su intelligenza artificiale, grazie ai quali si sta riducendo il gap nella relazione tra cittadino e istituzioni. L’automazione, con tutti i vantaggi che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/tre-consigli-per-semplificare-la-gestione-dei-dati-digitali-con-il-conversational-data/">Tre consigli per semplificare la gestione dei dati digitali con il Conversational Data</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il percorso della Pubblica Amministrazione verso una rinnovata gestione dei dati digitali è in piena evoluzione. In questo scenario, sta giocando un ruolo di prim’ordine l’adozione sempre più diffusa di strumenti basati su <strong>intelligenza artificiale</strong>, grazie ai quali si sta riducendo il gap nella relazione tra cittadino e istituzioni. L’automazione, con tutti i vantaggi che offre in termini di riduzione dei tempi e ottimizzazione delle risorse, è però solo la punta di un iceberg che vede nell’intero processo di trasformazione digitale un cambio di paradigma senza precedenti e una priorità strategica. In questo viaggio di sola andata la PA è chiamata al raggiungimento di 5 macro-obiettivi ancora in fase di realizzazione:</p>
<p><span id="more-6523"></span></p>
<ul>
<li>
<p><a href="https://www.exprivia.it/magazine-gestione-informatica-dei-dati-nella-pubblica-amministrazione-come-cambia-con-la-digital-transformation/">digitalizzazione dei processi amministrativi</a>;</p>
</li>
<li>
<p>implementazione di servizi online per i cittadini e di sportelli virtuali;</p>
</li>
<li>
<p>utilizzo di tecnologie come cloud computing (Government as a platform), big data e analytics;</p>
</li>
<li>
<p>miglioramento della sicurezza informatica nella gestione dei dati digitali;</p>
</li>
<li>
<p>formazione del personale sulle competenze informatiche e sulla cybersecurity.</p>
</li>
</ul>
<h2>Conversational Data: la nuova frontiera nella gestione dei dati digitali</h2>
<p>I vantaggi di questa <em>full immersion</em> tecnologica non solo stanno abilitando un processo più agile di gestione dei dati digitali, ma anche generando <strong>nuovo valore pubblico</strong> in un periodo relativamente breve. Grazie all’adozione di innovazioni che parlano ‘letteralmente’ il linguaggio delle persone, l’ente pubblico sta scoprendo un nuovo ruolo nei rapporti con il cittadino.</p>
<p>Tecnologie come il <strong>Conversational Data, </strong>ad esempio, hanno avviato una relazione più intima, duratura e solida tra utente e PA, diventando oggi la vera leva per ovviare a una serie di criticità ataviche. Tra queste, ad esempio:</p>
<ul>
<li>
<p>l’ottimizzazione delle risorse (umane e tecnologiche),</p>
</li>
<li>
<p>un rinnovato interesse per la riduzione dei tempi di attraversamento dei flussi di lavoro,</p>
</li>
<li>
<p>una migliore gestione delle procedure di front-end.</p>
</li>
</ul>
<p>Le soluzioni di Conversational Data oggi adottate nei nuovi sportelli virtuali non si limitano solo a migliorare l’efficienza dell’ente pubblico nel suo rapporto con i cittadini. Rappresentano veri e propri <strong>strumenti di gestione dei dati digitali</strong>. I cosiddetti ‘dati conversazionali’ risultano per la PA un vero pozzo di informazioni: quelle che si generano durante le interazioni con le persone. Ecco alcuni consigli e strategie per gestire al meglio i dati della PA attraverso la tecnologia conversazionale.</p>
<h2>1. Servizi di Conversational Data: il catalogo del consorzio EDIH4DT</h2>
<p>Per traghettare la Pubblica Amministrazione verso una gestione più integrata dei dati digitali occorrono strumenti e competenze. A tal scopo il <strong>consorzio </strong><a href="https://www.edih4dt.it/servizi/"><strong>EDIH4DT</strong></a> offre agli enti pubblici un vero e proprio catalogo di servizi IT con l’obiettivo di sostenere la PA nel suo rinnovamento tecnologico attraverso modelli di AI di nuova generazione.</p>
<p>Le soluzioni di intelligenza artificiale e data analytics proposte da EDIH4DT nascono con l’obiettivo di ottimizzare i processi amministrativi attraverso la gestione delle informazioni generate nelle conversazioni uomo-macchina. Si tratta di un’operazione che risulta oggi essenziale per migliorare l’esperienza del cittadino nella relazione con l’ente pubblico. Le competenze verticali e multidisciplinari del consorzio EDIH4DT sviluppate attorno al tema del Conversational Data garantiscono un supporto specifico alle organizzazioni e una formazione a 360 gradi per facilitare la diffusione e l’apprendimento delle pratiche di funzionamento di un chatbot conversazionale.</p>
<h2>2. Semplificare la gestione dei dati digitali per una user experience più inclusiva</h2>
<p>Implementare oggi un sistema di Conversational Data in un ufficio pubblico aiuta a trasformare i dati grezzi delle chat in informazioni utili a governare i processi amministrativi in modo più snello. In questo scenario, l’agilità del nuovo sistema di gestione dei dati digitali offre vantaggi su un piano bidirezionale. Da una parte abilita nuovi flussi di lavoro per l’ente pubblico, dall’altra semplifica la vita al cittadino favorendo un’esperienza più intuitiva.</p>
<p>Lo conferma anche l’OCSE nel suo <a href="https://www.oecd.org/gov/digital-government/">Digital Government Index</a>, dove si individua nella <em>user experience</em> una delle dimensioni chiave nello sviluppo di una strategia per la digitalizzazione del servizio pubblico. La capacità dei governi di incentrare la progettazione e l’erogazione dei servizi sulle esigenze degli utenti è centrale. Quello che serve in tal senso è un approccio <em>user driven</em> per affrontare il divario digitale e agevolare misure di partecipazione più inclusive per tutti. Questa visione garantisce ai cittadini, indipendentemente da idioma e radici culturali, l’accesso a un servizio pubblico ‘senza barriere’.</p>
<p>Ecco perché lo sviluppo di un sistema di <strong>chatbot conversazionale multilingua</strong> è uno dei servizi che ogni Amministrazione è chiamata a implementare, specialmente in un paese come l’Italia che richiama un gran numero di nuovi residenti dall’estero. A confermarlo sarebbero proprio i <a href="https://www.istat.it/it/files//2024/03/Indicatori_demografici.pdf">dati Istat</a>, secondo cui la popolazione residente di cittadinanza straniera al 1° gennaio 2024 rappresenta ben il 9% del totale. Motivo di per sé sufficiente a richiedere uno sforzo in più all’amministrazione pubblica per gettare il cuore oltre l’ostacolo. Un chatbot multilingua che si rivolge anche agli stranieri permette una gestione dei dati digitali e dei servizi parlando la lingua di tutti. Ciò, ad esempio, riduce il rischio di incomprensioni nella richiesta di documentazione. Ma non solo. Una PA trasparente e inclusiva genera anche maggiore integrazione del cittadino nel tessuto sociale e istituzionale. Aiuta i nuovi residenti a comprendere meglio il sistema amministrativo e facilita l’accesso alle informazioni su diritti, doveri e procedure burocratiche. Il che è garanzia di maggior autonomia nella relazione con le organizzazioni statali e territoriali.</p>
<p>Nonostante tutti i vantaggi di uno sportello virtuale basato su chatbot conversazionale, secondo una survey di <a href="https://www.gartner.com/en/newsroom/press-releases/2024-03-06-gartner-predicts-less-than-25-percent-of-government-organizations-will-have-genai-enabled-citizen-facing-services-by-2027">Gartner</a>, solo il 25% degli enti governativi ha implementato o prevede di implementare modelli di intelligenza artificiale nei prossimi 12 mesi per migliorare la gestione dei dati digitali. Un altro 25% delle PA a livello globale prevede di farlo nei prossimi 2 anni. Ma il timore di un flop sembra al momento prevalere nell’adozione di questa tecnologia, peraltro già avviata con successo in alcuni Paesi vicini, come la <a href="https://www-heidelberg-de.translate.goog/Digitale-Stadt/startseite/projekte/ki-buergerassistenz+lumi.html?_x_tr_sl=de&amp;_x_tr_tl=en&amp;_x_tr_hl=en&amp;_x_tr_pto=sc">Germania</a> ad esempio.</p>
<h2>3. Uno sportello di supporto all’utente h24 con il chatbot conversazionale</h2>
<p>Digitalizzare la PA significa dunque arricchire l’esperienza del cittadino, semplificando la sua <a href="https://www.exprivia.it/it-tile-6498-la-pubblica-amministrazione-piugrave-efficiente-con-la-digitalizzazione-dei-servizi-duplicate-1/">relazione con lo sportello.</a> Motivo che ha spinto a disegnare soluzioni per la sostituzione del front office con operatori virtuali attivi 24/7 in modalità “<strong>Conversational URP</strong>”. Questa innovazione è destinata a ridurre le tempistiche di attesa, evitare gli errori e dirottare le risorse verso nuovi progetti a più alto valore pubblico.</p>
<p>Mettere a disposizione dell’utente risposte sempre pronte alle sue domande accorcia le distanze nel rapporto pubblico/privato. La soluzione predispone un ‘agente conversazionale on-line’ capace di operare come sportello virtuale per le relazioni con i cittadini. Il vantaggio dell’AI in questo contesto è di individuare rapidamente &#8211; senza commettere errori &#8211; le risorse rese disponibili dall’Amministrazione Pubblica. Le fonti di dati integrate tra loro e alimentate in tempo reale addestreranno il chatbot a:</p>
<ul>
<li>
<p>rispondere ai quesiti tipici di un ufficio per le relazioni con il pubblico (ad esempio richiesta di informazioni generali);</p>
</li>
<li>
<p>erogare servizi demografici per il territorio;</p>
</li>
<li>
<p>gestire gli aspetti tributari, le richieste relative a urbanistica ed edilizia, le informazioni sulla rete dei trasporti pubblici e sulle agevolazioni in tema di politiche giovanili;</p>
</li>
<li>
<p>guidare gli utenti nell’individuazione dell’ufficio competente per i servizi richiesti e fissare appuntamenti;</p>
</li>
<li>
<p>restituire i feedback del cittadino ai funzionari pubblici con la finalità di migliorare il processo decisionale ed esecutivo;</p>
</li>
<li>
<p>interrogare, analizzare e visualizzare i dati di ogni amministrazione semplificando la gestione digitale attraverso <em>query</em> effettuate nel linguaggio naturale degli Open Data.</p>
</li>
</ul>
<p>La formula proposta <strong>‘</strong><em><strong>Test Before Invest</strong></em><strong>’</strong> garantisce roll-out fluidi e sicuri, con la possibilità di decidere se investire in un servizio definitivo. Ciò permette all’ente pubblico di provare per 15 giorni i nuovi servizi di AI avendo a disposizione il tempo necessario per prendere familiarità con i nuovi strumenti, senza esporsi ad alcun rischio. Parallelamente, le nuove soluzioni richiedono un salto di qualità nelle pratiche di sicurezza relative alla gestione dei dati digitali. Un salto possibile attraverso l’implementazione di protocolli di crittografia e meccanismi di autenticazione ridondanti per proteggere i dati e allinearsi alla normativa GDPR.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/tre-consigli-per-semplificare-la-gestione-dei-dati-digitali-con-il-conversational-data/">Tre consigli per semplificare la gestione dei dati digitali con il Conversational Data</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come ottimizzare gestione e smaltimento dei rifiuti con le soluzioni SAP</title>
		<link>https://www.it-present.com/it/magazine-come-ottimizzare-gestione-e-smaltimento-dei-rifiuti-con-le-soluzioni-sap/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Monza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 20:34:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[SAP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.it-present.com/?p=6519</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con la modifica alla direttiva quadro europea 2008/98/CE attraverso la Direttiva 2018/851 sulla gestione e smaltimento dei rifiuti, l’economia circolare diventa un obiettivo concreto e misurabile per tutti. Con questa rettifica alla legislazione in materia di ‘waste’ l’Europa impone una filosofia trasformativa agli stati membri a cui ben presto (2025) le municipalizzate e gli operatori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/magazine-come-ottimizzare-gestione-e-smaltimento-dei-rifiuti-con-le-soluzioni-sap/">Come ottimizzare gestione e smaltimento dei rifiuti con le soluzioni SAP</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la modifica alla direttiva quadro europea <strong>2008/98/CE</strong> attraverso la <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018L0851"><em>Direttiva 2018/851</em></a> sulla <strong>gestione e smaltimento dei rifiuti</strong>, l’economia circolare diventa un obiettivo concreto e misurabile per tutti. Con questa rettifica alla legislazione in materia di ‘waste’ l’Europa impone una filosofia trasformativa agli stati membri a cui ben presto (2025) le <strong>municipalizzate e gli operatori di settore</strong> dovranno adeguarsi per non incorrere in sanzioni.</p>
<p><span id="more-6519"></span></p>
<p>L’intento è ridurre, riutilizzare e riciclare i rifiuti per ottenere prodotti e materiali completamente rigenerati alla fine di un processo articolato di trasformazione. L’obiettivo è ambizioso, poiché per la prima volta si approccia il tema della <strong>gestione e smaltimento dei rifiuti</strong> secondo una visione olistica che guarda all’intero ciclo di vita dei prodotti. In questo scenario, la frammentazione del processo, l’aspetto normativo e quello integrativo dei dati giocano un ruolo cruciale. Dal coordinamento di questi 3 asset si genererà il nuovo valore del rifiuto nell’economia circolare.</p>
<h2><strong>Gestione e smaltimento con la suite di SAP per il waste management</strong></h2>
<p>Questa prospettiva porta con sé però sfide nuove per chi si occupa di organizzare la raccolta, lo smistamento e la trasformazione del rifiuto in nuova materia prima. Occorre infatti orchestrare un sistema operativo efficace, capace di elaborare dati solidi sulla sostenibilità e assicurare agli attori della filiera un protocollo d’azione condiviso. Per questo motivo è essenziale gestire in primis le informazioni raccolte direttamente sul campo da operatori e sistemi di automazione per ridurre la complessità, sincronizzare meglio i processi, accelerare il cambio tanto atteso e abbattere i costi di gestione e smaltimento dei rifiuti.</p>
<p>Sono necessari a tal fine <strong>sistemi di tracciabilità</strong> e gestione dei rifiuti affidabili, sicuri e resilienti. Uno di questi è <strong>SAP Waste &amp; Recycling</strong>, una suite di <strong>S/4HANA</strong> dedicata alla gestione integrata della prevenzione dei rischi nel waste management. La piattaforma acquisisce i dati direttamente dall’ERP ottimizzando il sistema di tracciamento del rifiuto attraverso un’integrazione tra fonti di informazioni relative ad ogni fase del processo di gestione e smaltimento.</p>
<p>Il sistema garantisce alcune specificità che ne fanno un software verticale altamente specializzato in materia. Il che assicura alla soluzione conformità normativa a 360 gradi in ogni fase del ciclo e l’ottimizzazione delle operations, rendendo la sostenibilità un obiettivo ‘economicamente vantaggioso’ non solo per gli operatori di settore, ma anche per i governi alle prese con il <a href="https://www.europarl.europa.eu/topics/it/article/20180305STO99003/ridurre-le-emissioni-di-anidride-carbonica-obiettivi-e-azioni-dell-ue#:~:text=Per%20contrastare%20i%20cambiamenti%20climatici,neutralit%C3%A0%20climatica%20entro%20il%202050">piano di riduzione delle emissioni</a> dell’Europarlamento. L’uso dell’applicativo aiuta a identificare più facilmente modalità nuove e più economiche per ridurre la produzione di rifiuti grazie a un sistema di monitoraggio basato su tecnologie di acquisizione delle informazioni sul campo e a una reportistica in tempo reale dei processi più critici.</p>
<h2><strong>Le tecnologie per mitigare la gestione dei rischi</strong></h2>
<p>Per ottimizzare il ciclo di gestione dei rifiuti e mitigare i rischi associati è possibile integrare soluzioni di blockchain e IoT fondamentali per migliorare la trasparenza, la tracciabilità e la responsabilità lungo tutta la catena di fornitura. Le piattaforme abilitate alla blockchain consentono il <strong>tracciamento sicuro e immutabile</strong> delle operazioni mentre i dispositivi IoT si occupano in tempo reale del monitoraggio e della raccolta dati per razionalizzare le risorse e i processi di gestione acquisendo informazioni con l’utilizzo delle <strong>tecnologie mobile e RFID</strong>. L’adozione di queste soluzioni è strategica per chi si occupa di gestione e smaltimento dei rifiuti, in quanto aiuta nella creazione di maggior valore pubblico e nel rispetto della conformità alle <a href="https://www.arera.it/area-operatori/rifiuti/ciclo-dei-rifiuti-urbani-e-assimilati">normative ambientali Arera</a>, mitigando i rischi associati.</p>
<h2><strong>Cosa permette di fare SAP Waste &amp; Recycling</strong></h2>
<p>La piattaforma consente nello specifico di <strong>consolidare i dati</strong> dell’intero ciclo di gestione riducendo a zero l’errore durante i processi di migrazione da un database a un altro. Nel contempo permette di ottimizzare e bilanciare le ore di attività e l’organizzazione della forza lavoro nelle operations.</p>
<p>Per i controller invece la soluzione abilita una più efficiente <strong>pianificazione, consuntivazione e rendicontazione dei servizi</strong>, sia interni sia terziarizzati. I vantaggi operativi di un modello digitale di gestione dei rifiuti apportano benefici misurabili di grande valore, come la proiezione di analisi previsionali e la simulazione di nuovi scenari innovativi sui servizi di raccolta.</p>
<p>Ad esempio: il software consente la <strong>generazione degli ordini di smaltimento</strong> condividendo la pianificazione di esecuzione del lavoro in base ai requisiti di ogni azienda. Grazie alla dashboard dedicata, questa schedulazione degli interventi funziona da guida alle attività del coordinatore. Scendendo più nel dettaglio, la soluzione SAP permette di:</p>
<ul>
<li>
<p>gestire i turni del personale;</p>
</li>
<li>
<p>le caratteristiche dell’itinerario da seguire con i mezzi di raccolta;</p>
</li>
<li>
<p>identificare i requisiti dei veicoli e gli impianti di destinazione.</p>
</li>
</ul>
<p>I coordinatori saranno in grado così in maniera automatizzata di <strong>assegnare risorse</strong> (mezzi e autisti/operatori) ai singoli ordini gestendo assenze, guasti mezzi e competenze specifiche del personale. Il vantaggio offerto dall’automazione garantisce agli operatori della filiera una riduzione di tempi e costi di gestione e smaltimento dei rifiuti offrendo piena visibilità real-time dello stato di avanzamento delle operazioni in qualsiasi punto del processo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/magazine-come-ottimizzare-gestione-e-smaltimento-dei-rifiuti-con-le-soluzioni-sap/">Come ottimizzare gestione e smaltimento dei rifiuti con le soluzioni SAP</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cartella clinica informatizzata: la svolta digitale della Clinica San Francesco che riduce i tempi e migliora i servizi</title>
		<link>https://www.it-present.com/it/magazine-cartella-clinica-informatizzata-la-svolta-digitale-della-clinica-san-francesco-che-riduce-i-tempi-e-migliora-i-servizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Monza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 20:34:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Healthcare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.it-present.com/?p=6525</guid>

					<description><![CDATA[<p>La cartella clinica informatizzata, come suggerisce il nome, rappresenta l’evoluzione digitale della cartella clinica cartacea. Si tratta di una parte importante del processo di trasformazione digitale che ha coinvolto la sanità negli ultimi anni. Nel caso specifico della Clinica San Francesco Galatina, ha permesso a questa realtà di porsi in una posizione virtuosa e di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/magazine-cartella-clinica-informatizzata-la-svolta-digitale-della-clinica-san-francesco-che-riduce-i-tempi-e-migliora-i-servizi/">Cartella clinica informatizzata: la svolta digitale della Clinica San Francesco che riduce i tempi e migliora i servizi</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>cartella clinica informatizzata</strong>, come suggerisce il nome, rappresenta l’evoluzione digitale della cartella clinica cartacea. Si tratta di una parte importante del processo di trasformazione digitale che ha coinvolto la sanità negli ultimi anni. Nel caso specifico della <strong>Clinica San Francesco Galatina</strong>, ha permesso a questa realtà di <strong>porsi in una posizione virtuosa</strong> e di raggiungere con largo anticipo gli obiettivi di <strong>Regione Puglia</strong>, che indicano <strong>gennaio 2026</strong> come termine per tale integrazione.</p>
<p><span id="more-6525"></span></p>
<p><strong>Matteo Tartaro</strong>, vicepresidente della <strong>Clinica San Francesco Galatina</strong>, e <strong>Luca Ferraris</strong>, direttore marketing <strong>Exprivia</strong>, raccontano il percorso che ha condotto a questo risultato (<em>ndr: la foto in alto è il rendering della clinica a fine progetto di ampliamento, di cui la cartella clinica è parte integrante</em>).</p>
<h2>Introduzione alla Cartella Clinica Informatizzata</h2>
<p>Al di là del semplice aspetto organizzativo, la cartella clinica informatizzata, o <em>cartella clinica elettronica</em> secondo la definizione più comune, è uno dei passaggi evolutivi fondamentali nella digitalizzazione della sanità che, in Italia, ha avuto grandissimo impulso grazie al PNRR. La sua importanza strategica deriva principalmente da due ragioni: dal punto di vista organizzativo, <strong>permette una gestione più efficiente dei processi</strong>, che diventano più agili e resistenti agli errori. Dal punto di vista della <strong>patient experience</strong>, invece, permette una maggiore trasparenza. Soprattutto, nel contesto generale della sanità digitale, è un passaggio propedeutico all’integrazione con il <strong>fascicolo sanitario elettronico</strong>.</p>
<h2>Implementazione della CCI nella Clinica San Francesco</h2>
<p>La Clinica San Francesco ha avviato lo scorso anno il progetto per l’adozione di una cartella clinica informatizzata end-to-end, integrata con i sistemi regionali. “La collaborazione è nata da una ricerca di system integrator che avessero una consolidata storicità nel panorama sanitario &#8211; ricorda Tartaro &#8211; la presenza di <strong>Exprivia come fornitore ufficiale in Puglia</strong> ha facilitato il processo decisionale, dal momento che avrebbe reso più agevole l’integrazione con le piattaforme regionali”.</p>
<p>Nella declinazione scelta dalla Clinica San Francesco, la cartella clinica <strong>copre l’intero ciclo di vita del paziente</strong>, ospedaliero e ambulatoriale. Gestisce l’accettazione, il bed management e la somministrazione farmacologica. Anche <strong>l’invio delle richieste di prestazioni tra reparti avviene in modalità elettronica</strong>. Include, inoltre, i diari medici e infermieristici digitali. “La Clinica ha scelto un approccio che permettesse una digitalizzazione il più possibile completa, sia per migliorare l’efficienza dei propri processi, sia per <strong>soddisfare fin da subito i requisiti necessari per l’integrazione con le piattaforme regionali</strong>” spiega Ferraris.</p>
<p>La formazione, indispensabile per una adozione efficace dello strumento, ha coinvolto il personale IT interno, che si occupa dell’istruzione di primo livello degli operatori, e il supporto di esperti di Exprivia. “Affiancare un operatore interno alla nostra azienda sanitaria alla formazione sul campo offerta da Exprivia ci permette un onboarding e un supporto di primo livello agili, con la certezza di poterci rivolgere all’azienda per le istanze più complesse” precisa Tartaro, che continua: “Va sottolineato che l’evoluzione positiva del progetto è stata determinata dall’impegno del management, dall’entusiasmo condiviso da personale e direzione sanitaria, oltre che dalle caratteristiche della soluzione Exprivia, fortemente personalizzabile e flessibile”. Attualmente il sistema è pienamente operativo, con ulteriori integrazioni in corso (<em>ndr: la foto qui sotto è quella della clinica prima del progetto di ampliamento</em>).</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" alt="Clinica San Francesco" height="750" src="https://144869149.fs1.hubspotusercontent-eu1.net/hubfs/144869149/Imported_Blog_Media/Clinica2024-min.jpg" width="1000"/> Clinica San Francesco </p>
<h3>Tecnologia utilizzata per l’implementazione della CCI</h3>
<p>Per accogliere la nuova soluzione, la clinica ha ridisegnato la propria rete locale e rivisto la fornitura di connettività. “Exprivia ha fornito le linee guida infrastrutturali, ha indicato i requisiti di banda e capacità server, lasciando all’azienda la ricerca dei fornitori” afferma Ferraris. I lavori preparatori, dall’ordinativo degli hardware alla loro installazione si sono conclusi a gennaio; la successiva <strong>implementazione funzionale è stata completata in circa sei settimane.</strong></p>
<p>La Clinica San Francesco, su indicazione di Exprivia, ha scelto un’infrastruttura basata su server esterni forniti da un cloud provider. Una scelta fatta nell’ottica di semplificare manutenzione e responsabilità nel medio-lungo periodo.</p>
<p>La cartella clinica elettronica <strong>si integra con i sistemi regionali di riconoscimento del paziente</strong> e, in ambito ambulatoriale, con i CUP per la gestione degli appuntamenti. “Nelle future implementazioni prevediamo di creare nuove interfacce con sistemi di diagnostica e laboratori analisi” spiega Tartaro.</p>
<p>La procedura di dimissione è <strong>integrata con la firma digitale</strong>: in questo modo i documenti generati e inseriti nel Fascicolo Sanitario elettronico hanno valore legale equipollente ai tradizionali documenti cartacei.</p>
<h2>Vantaggi della digitalizzazione delle Cartelle Cliniche</h2>
<p>Abbiamo accennato molto brevemente ai vantaggi della cartella clinica informatizzata. Volendo dettagliare in modo più completo, ricordiamo qui i principali:</p>
<ul>
<li>
<p><strong>dematerializzazione dei documenti clinici</strong> con conservazione del valore giuridico, e con la possibilità di generare dati modulabili per utente;</p>
</li>
<li>
<p><strong>centralizzazione e velocizzazione</strong> della gestione della documentazione in una piattaforma sicura e accessibile;</p>
</li>
<li>
<p><strong>miglioramento della collaborazione</strong> tra professionisti sanitari, attraverso l’accesso immediato ad anamnesi, risultati di analisi e referti, senza i tempi e il rischio di errore tipici dei sistemi cartacei;</p>
</li>
<li>
<p><strong>miglioramento della continuità della cura</strong> e <strong>semplificazione della gestione</strong> della distribuzione dei referti, con riduzione di tempi e costi;</p>
</li>
<li>
<p><strong>integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico</strong>, caratteristica che abilita anche la condivisione delle informazioni fra diverse strutture, anche attraverso sistemi come CUP per la gestione di scadenze e appuntamenti;</p>
</li>
<li>
<p><strong>gestione della conformità GDPR</strong>, anche attraverso strumenti specifici per la gestione della privacy e dei dati condivisi a disposizione del paziente;</p>
</li>
<li>
<p><strong>tracciabilità del percorso di cura</strong>, dalle somministrazioni farmacologiche ai diari medici, fino alla compilazione automatica di documenti come la lettera di dimissione.</p>
</li>
</ul>
<p>Come possiamo vedere, si tratta di uno strumento che garantisce un perfetto equilibrio fra <strong>efficienza, tutela del paziente e miglioramento qualitativo dei processi di gestione</strong>: best practice che si ritrovano nella nuova visione digitale della sanità, come testimonia per esempio la recente istituzione dell’<a href="https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/gazzetta-il-decreto-che-istituisce-lecosistema-dei-dati-sanitari/?tema=Fascicolo+sanitario+elettronico">Ecosistema dei dati sanitari</a>.</p>
<h3>CCI: sicurezza e privacy dei dati</h3>
<p>Dal punto di vista della cybersecurity e della tutela dei dati personali, è stato implementato un sistema di gestione di utenze, autorizzazioni, permessi e privilegi per quanto riguarda il backend. “La clinica è coinvolta nel processo di adeguamento alla <strong>normativa NIS2</strong> e la nuova soluzione permette di affrontare il tema della cybersecurity, in maniera più serena, anche attraverso l’opportunità di estendere la consulenza Exprivia a questi aspetti” afferma Ferraris.</p>
<p>“Il nuovo sistema implementato porta ordine e corregge anche errori pregressi nella gestione delle utenze” aggiunge il vicepresidente della Clinica San Francesco. Dal punto di vista del frontend, è disponibile uno strumento che permette ai pazienti scegliere quali informazioni sensibili condividere, in conformità con le normative vigenti. Un tool per la privacy che consente al paziente di gestire le proprie informazioni, secondo le disposizioni vigenti. “Questo permette di tutelare il cliente finale garantendo che possa dare le autorizzazioni in maniera abbastanza veloce senza rendere troppo rigidi i processi interni” conclude Tartaro.</p>
<h2>Sfide affrontate durante l’implementazione della CCI</h2>
<p>Per la verità, come ricorda il vicepresidente Matteo Tartaro, la forte volontà condivisa di accogliere una soluzione per la gestione attraverso la Cartella Clinica Informatizzata ha reso il processo semplice, veloce ed efficace. L’unica sfida tecnologica rilevante è stata l’adeguamento dell’infrastruttura: la clinica, che inizialmente disponeva di una connessione FTC e di una rete LAN cresciuta in modo non omogeneo, ha dovuto riprogettare la rete locale e adottare una connettività basata su fibra ottica resa possibile dall’installazione di un ponte radio. Exprivia ha fornito le indicazioni necessarie per questi adeguamenti, come le specifiche per server e connettività</p>
<h3>Impatto della CCI sui pazienti e sul personale sanitario</h3>
<p>Per i pazienti, l&#8217;impatto è stato significativamente positivo in termini di <em>patient experience</em>, con una soluzione definita <strong>user friendly e veloce</strong>, ma soprattutto con importanti rivolti pratici: la cartella clinica informatizzata permette di <strong>evitare che i pazienti debbano ripresentare la documentazione sanitaria in caso di ricoveri o accessi a diverse strutture</strong>: la loro storia sanitaria è disponibile attraverso il sistema di interscambio regionale. Le risultanze cliniche vengono trasferite al Fascicolo Sanitario Elettronico, dove rimangono disponibili per il paziente e per i sanitari autorizzati in formato digitale.</p>
<p>Anche da parte del personale sanitario l’accoglienza è stata positiva: la cartella clinica elettronica ha portato a una gestione più efficiente e rapida della documentazione. L&#8217;eliminazione dei tradizionali incartamenti cartacei ha snellito i processi, per esempio nel caso di richiesta di prestazioni tra reparti. Inoltre, ha <strong>ridotto i tempi di gestione e i margini di errore</strong>: i documenti in formato digitale circolano istantaneamente e non rischiano di essere smarriti. La tracciabilità completa di terapie e somministrazioni <strong>offre una tutela legale al personale sanitario</strong>, visto che rende possibile dimostrare in ogni momento la correttezza e la qualità del proprio operato. Infine, la compilazione automatica della lettera di dimissione e la sua integrazione con la firma digitale semplificano il processo di fine degenza.</p>
<h3>Come la cartella clinica informatizzata si evolverà</h3>
<p>L&#8217;adozione di una cartella clinica elettronica integrata tra ospedale e territorio è un passo fondamentale verso una <a href="https://www.exprivia.it/magazine-ospedali-e-ambulatori-perche-conviene-ottimizzare-la-gestione-della-cartella-clinica-con-soluzioni-smart/"><strong>nuova gestione integrata delle cure</strong></a>, che garantisca coerenza e continuità. “Dal momento che la Clinica ha già raggiunto con largo anticipo l’integrazione con l’FSE regionale, i prossimi obiettivi riguardano soprattutto <strong>l’integrazione di altri sistemi interni</strong>, per esempio i laboratori analisi e della diagnostica” spiega il Tartaro.</p>
<h2>La modernizzazione come strumento di crescita</h2>
<p>La Clinica San Francesco Galatina ha scelto di affrontare l’adozione della cartella clinica informatizzata <strong>come un’opportunità di modernizzazione</strong>, senza limitarsi al mero adempimento normativo. Questo approccio lungimirante ha permesso l’evoluzione di un progetto importante, in cui le scelte tecnologiche si trasformano in opportunità di sviluppo e miglioramento continuo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/magazine-cartella-clinica-informatizzata-la-svolta-digitale-della-clinica-san-francesco-che-riduce-i-tempi-e-migliora-i-servizi/">Cartella clinica informatizzata: la svolta digitale della Clinica San Francesco che riduce i tempi e migliora i servizi</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Clinical Decision Support System (CDSS): guida completa ai vantaggi per la Sanità</title>
		<link>https://www.it-present.com/it/magazine-clinical-decision-support-system-cdss-guida-completa-ai-vantaggi-per-la-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Monza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 20:34:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Healthcare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.it-present.com/?p=6481</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con l’accelerazione digitale conosciuta negli ultimi anni, il mondo della sanità pubblica e privata ha visto aprirsi un ventaglio di opportunità in ambito digitale, con strumenti pensati per rendere più efficiente, rapido ed efficace il lavoro dei professionisti ad ogni livello, dai dottori specialisti al personale di corsia. I Clinical Decision Support System o CDSS [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/magazine-clinical-decision-support-system-cdss-guida-completa-ai-vantaggi-per-la-sanita/">Clinical Decision Support System (CDSS): guida completa ai vantaggi per la Sanità</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’accelerazione digitale conosciuta negli ultimi anni, il mondo della <strong>sanità pubblica e privata</strong> ha visto aprirsi un ventaglio di opportunità in ambito digitale, con strumenti pensati per rendere più efficiente, rapido ed efficace il lavoro dei professionisti ad ogni livello, dai dottori specialisti al personale di corsia. I <strong>Clinical Decision Support System</strong> o <strong>CDSS</strong> costituiscono una delle evoluzioni più interessanti e utili di questo trend. Si tratta di strumenti che consentono di “mettere a valore” i dati clinici per permettere decisioni più informate. Scopriamo di più.</p>
<p><span id="more-6481"></span></p>
<h2>Cos&#8217;è un Clinical Decision Support System e perché è importante per la Sanità </h2>
<p>Un Clinical Decision Support System (CDSS) è un software per l’informazione sanitaria che fornisce a medici, personale, pazienti e in generale a tutti gli individui coinvolti nella gestione delle cure dei pazienti, <strong>conoscenza e informazioni</strong> <strong>specifiche</strong> per un paziente, con lo scopo di <strong>aiutare la diagnosi</strong>, l’assistenza e la gestione del quadro clinico. Pur non essendo un concetto nuovo in senso stretto, dal momento che i primi strumenti di questo tipo risalgono agli anni ’80, i CDSS stanno conoscendo una nuova fortuna grazie agli <strong>algoritmi di analisi avanzata e intelligenza artificiale</strong> che permettono di <strong>analizzare grandi quantità di dati con maggiore rapidità e precisione</strong>.</p>
<p>Tipicamente un CDSS comprende una varietà di strumenti per migliorare il processo decisionale all’interno del flusso di lavoro clinico. I Clinical Decision Support System sono utilizzati principalmente presso il punto di cura. L’idea alla base è quella di permettere al medico di combinare le proprie conoscenze con le informazioni o i suggerimenti forniti dal CDSS.</p>
<p>L’importanza strategica di questi strumenti trova riscontro anche nella stretta attualità: secondo una analisi Ocse di marzo 2025, <strong>il 15% delle diagnosi è sbagliato, mancato o tardivo</strong>. Una percentuale drammaticamente alta, che suggerisce la necessità di dotare medici e specialisti di strumenti decisionali più evoluti, moderni ed efficaci.</p>
<h3>Evoluzione dei CDSS</h3>
<p>Abbiamo accennato agli anni ’80 come alla nascita dei primi Clinical Decision Support System. Per la verità, già negli anni ’70 l’Università di Stanford aveva messo a punto MYCIN uno strumento che, pur limitandosi alla sola diagnosi di infezioni batteriche, faceva già uso di strumenti decisionali logici avanzati. I CDSS iniziarono a diffondersi negli anni &#8217;80-90 grazie a regole cliniche mutuate dalla logica informatica e all&#8217;integrazione con le prime cartelle elettroniche. Negli anni 2000, l&#8217;adozione di standard e linee guida digitalizzate migliorò l&#8217;interoperabilità. Dal 2010 in poi, l’arrivo di <strong>big data, machine learning</strong> e dei primi modelli di <strong>intelligenza artificiale</strong> utilizzabili su larga scalea ha trasformato i CDSS in <strong>strumenti dinamici, capaci di apprendere da dati reali e offrire supporto personalizzato</strong>, sebbene con sfide aperte su bias algoritmici e integrazione clinica. Oggi, i CDSS avanzati sfruttano anche <strong>l’Internet of Things</strong> attraverso i dispositivi indossabili e altre tecnologie avanzate, per diagnosi sempre più tempestive, precise e personalizzate.</p>
<h2>Come funziona un Clinical Decision Support System</h2>
<p>Come abbiamo accennato, un CDSS è un software pensato per supportare medici e professionisti sanitari nelle proprie decisioni, attraverso l’uso di dati clinici, statistiche, ricerche e dati personali del paziente. Un Clinical Decision Support System moderno include funzionalità che vanno oltre la semplice consultazione: è in grado di <strong>ricevere dati di campo, dai reparti e da dispositivi IoT</strong>, e di confrontarli con la propria knowledge base. In questo modo può restituire informazioni e indicazioni ai professionisti, ma anche segnalare criticità e inviare warning al sistema informativo clinico.</p>
<h3>Componenti principali del CDSS</h3>
<p>Anche se, come in ogni software e sistema informativo, le implementazioni possono variare, ma possiamo identificare alcuni componenti che si possono ritrovare in un Clinical Decision Support System generico.</p>
<p><strong>Knowledge base</strong> (o base di conoscenza): a tutti gli effetti una base di dati che contiene le informazioni usate per il supporto decisionale. In particolare, vi si possono ritrovare linee guida cliniche, protocolli di cura, dati scientifici e regole decisionali. Alcune delle fonti più comuni sono le linee guida come quelle dell’OMS, fonti di letteratura medica e database farmacologici. L’Unione Europea, per esempio sta lavorando da tempo a una proposta per predisporre dati <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52020PC0725">sanitari armonizzati</a>.</p>
<p><strong>Motore di inferenza</strong> (Inference Engine): sistema di elaborazione dei dati in ingresso che li elabora sulla base della knowledge base. Gli algoritmi utilizzati possono variare ma i sistemi più moderni oggi fanno uso di <em>machine learning</em> e Intelligenza Artificiale, come vedremo.</p>
<p><strong>Integrazione con i dati del paziente</strong>: grazie a questo componente il motore di inferenza può ricevere i dati del paziente, anche in tempo reale. Può aggregare dati anamnestici, esami di laboratorio, analisi radiologiche ma anche segnali vitali in tempo reale attraverso i sistemi di monitoraggio.</p>
<p><strong>Sistema di allarme e avvisi</strong>: si occupa di fornire notifiche e allarmi per errori o potenziali situazioni pericolose, dalle interazioni fra farmaci ai dosaggi errati, fino agli esami mancanti.</p>
<p><strong>Supporto alla diagnosi</strong>: questo modulo offre strumenti di diagnosi differenziale (anche basandosi su servizi di terze parti) e strumenti di analisi predittiva: può per esempio evidenziare i rischi di deterioramento clinico o di sepsi.</p>
<h3>Le tecnologie emergenti che influenzano il CDSS</h3>
<p>Anche se, come abbiamo visto, l’idea alla base dei Clinical Decision Support System risale a prima dell’affermarsi di tecnologie avanzate come i big data, il machine learning e l’intelligenza artificiale, è innegabile che queste ne abbiano potenziato l’efficacia ed esteso il raggio di azione. Sono sempre più numerosi i CDSS che vedono affiancarsi agli altri componenti un <strong>modulo di apprendimento e adattamento</strong>, basato su <strong>machine learning e/o adaptive learning</strong>, che sfrutta <strong>l’intelligenza artificiale</strong> per <strong>migliorare indicazioni e raccomandazioni</strong> grazie all’adozione progressiva di <strong>dati storici e feedback clinici</strong>.</p>
<p>Anche l’evoluzione dell’hardware gioca un ruolo importante: <strong>l’Internet of Medical Things (IoMT)</strong>, attraverso dispostivi indossabili, anche personali, mette a disposizione del CDSS grandi quantità di dati di qualità da elaborare.</p>
<p>Ma quali sono i benefici offerti da queste nuove tecnologie ai CDSS?</p>
<h3>Clinical Decision Support System e AI</h3>
<p>Per capire meglio quali sono i benefici dell’Intelligenza Artificiale più impattanti sui Clinical Decision Support System, rifacciamoci a qualche considerazione di carattere generale. Come è noto, l’IA dà il meglio di sé quando si tratta di elaborare grandi quantità di dati. Elaborazioni che possono essere di aiuto in particolare in alcuni ambiti:</p>
<ul>
<li>
<p><strong>Miglioramento della capacità diagnostica e della valutazione del rischio</strong>: la capacità di analisi di grandi quantità di dati caratteristica dell’IA, applicata a dati aggregati provenienti da popolazioni e gruppi omogenei di pazienti, permette di individuare schemi e correlazioni difficili da rilevare manualmente e di costruire profili di rischio specifici. Questo permette di <strong>classificare in anticipo i pazienti sulla base di caratteristiche comuni</strong>, per esempio prevedendo una maggiore predisposizione a condizioni cliniche come sepsi, deterioramento cardiovascolare o recidive tumorali.</p>
</li>
<li>
<p><strong>Diagnostica per immagini</strong>: grazie alle reti neurali è possibile migliorare l&#8217;accuratezza nella diagnosi di alcune patologie, per esempio tumori o malattie cardiovascolari, attraverso l&#8217;analisi per immagini di radiografie, TAC o risonanze magnetiche.</p>
</li>
<li>
<p><strong>Personalizzazione delle terapie </strong>su dati individuali: grazie all’integrazione di dati demografici, genetici, sullo stile di vita e sulle risposte pregresse ai farmaci del singolo paziente, l’IA può suggerire trattamenti ottimali, capaci anche di adattarsi nel tempo. Per esempio, nel caso di lunghe degenze o terapie periodiche.</p>
</li>
<li>
<p><strong>Miglioramento dei flussi di lavoro</strong>: attraverso l’automazione di attività ripetitive l’IA supporta medici e addetti anche dal punto di vista operativo e burocratico con una considerevole semplificazione degli aspetti legati alla gestione documentale.</p>
</li>
</ul>
<h2>Miglioramenti nell&#8217;assistenza sanitaria grazie al CDSS</h2>
<p>Grazie alla capacità di elaborazione e all’intrinseca precisione dei sistemi informativi, i Clinical Decision Support System possono migliorare in modo considerevole l’assistenza sanitaria, sia dal punto di vista della <em>patient experience</em> sia dal punto di vista di aspetti più organizzativi come <a href="https://www.exprivia.it/magazine-ospedali-e-ambulatori-perche-conviene-ottimizzare-la-gestione-della-cartella-clinica-con-soluzioni-smart/"><strong>l’efficientamento dei flussi di lavoro e il controllo dei costi</strong></a>.</p>
<p>La <strong>riduzione degli errori medici</strong> è probabilmente il miglioramento più significativo: gli accessi semplificati alla knowledge base medica specifica della struttura e generale, uniti agli strumenti di IA conversazionale, permettono un accesso più semplice e immediato a casi clinici, statistiche e studi. Inoltre, <strong>l’interpolazione di questi dati con quelli personalizzati del paziente</strong> permette di <strong>ridurre</strong> in modo considerevole gli <strong>errori</strong>.</p>
<p>L’<strong>ottimizzazione dei costi</strong>, altro aspetto fondamentale, si concretizza sia attraverso aspetti operativi, per esempio permettendo di evitare esami non necessari o duplicati, sia attraverso aspetti di prevenzione: una migliore qualità delle diagnosi e l’utilizzo di strumenti predittivi nello screening della popolazione e nella valutazione precoce dei primi segnali di cronicità permettono di intervenire prima che le condizioni cliniche peggiorino, riducendo così il numero di acuzie e di conseguenza il tasso di ospedalizzazione. Idealmente, soprattutto nel settore pubblico, questa riduzione dei costi dovrebbe avere <strong>ricadute positive su qualità e </strong><strong>disponibilità di capacità diagnostico-terapeutica</strong><strong> per gli assistiti</strong>.</p>
<p>Infine, i CDSS favoriscono la <strong>standardizzazione delle cure</strong> attraverso l’adozione automatica di protocolli e linee guida <em>evidence-based</em> universalmente applicati e riconosciuti.</p>
<h3>Benefici per i medici e i pazienti </h3>
<p>Gli operatori clinici e, in particolare, i medici possono usare i CDSS moderni come strumenti di supporto avanzati, veri e propri <em>assistenti virtuali</em> capaci di semplificare il lavoro. Il <strong>supporto decisionale</strong> è senza dubbio l’aspetto più evidente e interessante. Gli strumenti di diagnosi differenziale inclusi nei CDSS, infatti, permettono di identificare patologie, anche rare, con una <strong>accuratezza superiore all’85%</strong>. Inoltre, gli strumenti di AI generativa permettono di <strong>ridurre il tempo di revisione della letteratura medica</strong> anche del 40%.</p>
<p>Infine, dal punto di vista operativo, questi strumenti permettono di <strong>rendere più efficienti i flussi di lavoro</strong>, sia permettendo di accedere più agilmente alla documentazione clinica, sia <strong>attraverso la compilazione automatica della documentazione</strong> per ciascun paziente.</p>
<p><strong>I vantaggi per i pazienti</strong> sono diversi, molti dei quali derivano da quelli per i medici, per esempio un accesso più rapido a diagnosi e cure, ma riguardano anche la <strong>personalizzazione delle terapie</strong>, per esempio anche attraverso l’analisi genetica o della storia clinica pregressa. Inoltre, molti CDSS forniscono <strong>portali a disposizione dei pazienti</strong> attraverso i quali ciascuno può accedere a <strong>informazioni e spiegazioni personalizzate</strong> sulla propria condizione e la propria terapia.</p>
<h3>Sfide comuni e come affrontarle</h3>
<p>Il <em>change management</em> è senza dubbio un tema importante quando si tratta di strumenti così evoluti e con un impatto potenziale così importante e lo possiamo ritrovare fra i principali ostacoli all’adozione. Alcuni medici, infatti, potrebbero percepire questi strumenti come troppo invasivi rispetto alla propria professionalità o di difficile integrazione nei flussi di lavoro. Questa prima problematica può essere risolta facilmente con attività di coprogettazione che li coinvolgano e sessioni di formazione mirata, utili sia a mostrare il reale potenziale di questi strumenti sia all’inserimento nei workflow aziendali.</p>
<p>Un altro problema è legato alla <strong>alert fatigue</strong>, ovvero l’affaticamento da warning e avvisi: se sono troppo frequenti, <strong>verranno percepiti come non rilevanti e ignorati</strong>. Con il supporto di tecnologie evolute come l’intelligenza artificiale è possibile <strong>filtrare gli avvisi in modo intelligente, valutando importanza e contesto</strong> e silenziare o ridirigere di conseguenza quelli a bassa priorità.</p>
<h2>Integrazione dei CDSS nelle aziende sanitarie italiane</h2>
<p>L’adozione dei Clinical Decision Support System nelle aziende sanitarie italiane è prevista anche all’interno della <strong>Missione 6</strong> del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong>. Va sottolineato però che a oggi la diffusione dei CDSS sul territorio nazionale presenta un quadro disomogeneo, sia in termini di infrastrutture disponibili sia per quanto riguarda la capacità delle singole realtà di integrare efficacemente questi strumenti nei processi clinici e amministrativi.</p>
<p>Uno dei principali ostacoli alla diffusione uniforme dei CDSS è la <strong>mancanza di interoperabilità tra i sistemi informativi clinici esistenti e le nuove piattaforme</strong>. Allo stato attuale delle cose, a marzo 2025, solo circa il 40% delle aziende sanitarie italiane dispone di cartelle cliniche elettroniche pienamente interoperabili. Dobbiamo anche rilevare che, vista l’autonomia in questo settore, la situazione è molto variabile da regione a regione.</p>
<h3>Strategie per una corretta implementazione</h3>
<p>Un elemento determinante per la riuscita dell’implementazione è <strong>la partecipazione attiva dei professionisti sanitari, medici e infermieri in particolare</strong>. La coprogettazione è indispensabile per definire, per esempio, le modalità con cui si erogano gli avvisi. Un altro aspetto fondamentale è la <strong>formazione</strong>, che nel caso specifico del CDSS non si dovrebbe limitare all’operatività sul software. Simulazioni cliniche e casi d’uso sono ugualmente importanti, anche per vincere le eventuali diffidenze sull’efficacia di questi strumenti.</p>
<p>Infine, un tema particolarmente attuale è la <strong>standardizzazione tecnologica e la conseguente interoperabilità</strong>. Dal momento che uno dei principali asset necessari per il buon funzionamento di un CDSS è la letteratura medica, disporre di banche dati unificate permetterebbe un addestramento più efficace dei modelli, oltre a permette una circolazione più semplice delle informazioni sui pazienti da parte degli enti coinvolti.</p>
<h3>Casi di successo e dati statistici</h3>
<p>Nonostante la differente velocità di adozione da parte delle realità territoriali, l’Italia dispone già di alcuni esempi virtuosi che dimostrano la validità dei CDSS quando implementati. A seguire ne ricordiamo alcuni.</p>
<p>Il progetto <strong>BD2Decide </strong>coordinato dal Politecnico di Milano e dall’Istituto Nazionale dei Tumori, ha integrato dati genomici, imaging e dati clinici in un unico sistema predittivo avanzato. Le prime evidenze indicano un miglioramento nell’accuratezza delle diagnosi rispetto ai sistemi TNM tradizionali.</p>
<p>Inoltre, la <strong>Regione Emilia-Romagna</strong> ha implementato un CDSS integrato con la piattaforma del Fascicolo Sanitario Elettronico e ha ridotto in modo considerevole gli esami diagnostici duplicati e i tempi medi di attesa per le diagnosi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/magazine-clinical-decision-support-system-cdss-guida-completa-ai-vantaggi-per-la-sanita/">Clinical Decision Support System (CDSS): guida completa ai vantaggi per la Sanità</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sostenibilità e conformità normativa: un nuovo approccio alla tracciabilità dei rifiuti</title>
		<link>https://www.it-present.com/it/magazine-sostenibilita-e-conformita-normativa-un-nuovo-approccio-alla-tracciabilita-dei-rifiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Monza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 20:34:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[SAP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.it-present.com/?p=6483</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le nuove direttive europee e nazionali suggeriscono cambi di rotta impellenti nei processi di trattamento e smaltimento dei rifiuti con l’obiettivo di disciplinare il settore in ottica di maggior sostenibilità e conformità normativa. Questo approccio ha spinto municipalizzate e operatori privati ad adottare strategie digitali all’avanguardia attraverso nuove piattaforme informatiche di gestione pensate per allinearsi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/magazine-sostenibilita-e-conformita-normativa-un-nuovo-approccio-alla-tracciabilita-dei-rifiuti/">Sostenibilità e conformità normativa: un nuovo approccio alla tracciabilità dei rifiuti</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le nuove direttive europee e nazionali suggeriscono cambi di rotta impellenti nei processi di trattamento e smaltimento dei rifiuti con l’obiettivo di disciplinare il settore in ottica di maggior sostenibilità e conformità normativa. Questo approccio ha spinto municipalizzate e operatori privati ad adottare <strong>strategie digitali</strong> all’avanguardia attraverso nuove piattaforme informatiche di gestione pensate per allinearsi alla legislazione vigente.</p>
<p><span id="more-6483"></span></p>
<p>Per stare al passo con la <strong><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018L0851">Direttiva 2018/851</a></strong> europea sulla gestione dei rifiuti serve ridisegnare i vecchi processi e adattarli alle logiche del riciclo, del riuso e della tracciabilità. Il che sta introducendo cambiamenti significativi a livello operativo che hanno un impatto diretto sulle aziende di settore.</p>
<h2>Dal rifiuto alla risorsa: digitalizzare i processi di smaltimento</h2>
<p>Uno degli aspetti principali della nuova Direttiva quadro è l’enfasi posta sugli aspetti di <strong>sostenibilità e conformità normativa</strong>. Nel testo, infatti, si sottolinea che “<em>i rifiuti che cessano di essere considerati tali, in conseguenza di un’operazione di recupero, siano conformi al diritto dell’Unione in materia di rifiuti, sostanze chimiche e prodotti, in particolare dando la priorità ai flussi di rifiuti che presentano rischi più elevati per la salute umana</em>”. Per raggiungere un obiettivo di tale portata a livello europeo &#8211; fare cioè in modo che il rifiuto cessi una volta per tutte di essere considerato uno scarto -, non è sufficiente <strong>modificare le procedure attuali</strong> con nuovi strumenti di smaltimento. Ciò di cui si dovrebbe disporre a monte è di una tecnologia capace di tracciare il suo intero ciclo di vita &#8211; dalla raccolta alla trasformazione in “nuova risorsa” &#8211; attraverso l’uso di piattaforme informatiche progettate ad hoc.</p>
<p>Le aziende di settore hanno già a disposizione le soluzioni volte a gestire questo nuovo ciclo del rifiuto per rimanere in linea con la nuova legislazione e assicurare piena sostenibilità e conformità normativa. Questo sforzo però richiede <strong>l’aggiornamento delle procedure operative</strong> e l’adozione di nuove idee di management. Rispondere con una strategia digitale alle esigenze di sostenibilità e conformità normativa del settore favorirà di riflesso il <strong>pieno sviluppo di un’economia circolare</strong> condivisa da tutti gli Stati membri, riducendo ovviamente l’impatto ambientale di ognuno.</p>
<h2>La responsabilità estesa del produttore: la sostenibilità è prima di tutto tracciabilità</h2>
<p>La Direttiva 2018/851 introduce un altro principio fondamentale pensato per rendere più stringenti gli obiettivi di sostenibilità e conformità normativa di ogni attore della filiera: la <strong>responsabilità estesa del produttore.</strong> Dal momento che la norma impone ai produttori di assumersi in pieno la propria responsabilità (finanziaria e organizzativa) per la gestione dei rifiuti, la necessità oggi condivisa da tutti è gestire in modo più intelligente e sicuro operazioni come raccolta differenziata, la cernita e il trattamento dei rifiuti.</p>
<p>Il <strong>sistema RENTRI</strong> (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), ad esempio, rappresenta in questo scenario un elemento cruciale per garantire maggiore sostenibilità e conformità alla disposizioni normative. Il suo supporto nelle <strong>operazioni di tracciabilità</strong> migliora la trasparenza nei processi di interdipendenza tra un anello della catena e il successivo. Uno scambio di dati solido e resiliente è la base per architettare una relazione funzionale tra i diversi attori della filiera. Il <strong>Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti</strong> ha proprio questo obiettivo. Ragion per cui deve poter interagire in modo bidirezionale e in tempo reale con gli <strong>strumenti tecnologici</strong> (a prova di errore umano) più all’avanguardia nella gestione del flusso dei rifiuti, garantendo una risposta tangibile alle esigenze di efficienza, compliance e buona governance.</p>
<p>Il percorso di transizione verso la piena digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti è stato accompagnato anche da recenti interventi normativi. Con la legge di conversione del Decreto-Legge 31 dicembre 2025 n. 200 (cosiddetto “Decreto Milleproroghe”) è stata infatti prevista una fase transitoria che consente agli operatori del settore di continuare a utilizzare il formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) in formato cartaceo fino al 15 settembre 2026, in alternativa al formulario digitale previsto nell’ambito del sistema RENTRI. Questa finestra temporale consente alle aziende di adeguare progressivamente i propri sistemi informativi e le procedure operative, facilitando il passaggio verso l’utilizzo del FIR digitale e l’integrazione con la piattaforma nazionale di tracciabilità.</p>
<p>In un contesto normativo in rapida evoluzione, l’integrazione tra sistemi gestionali aziendali e piattaforme istituzionali come il RENTRI diventa un elemento strategico fondamentale: consente di garantire piena conformità normativa, ottimizzare l’efficienza operativa e assicurare una tracciabilità completa e affidabile dei flussi di rifiuti lungo l’intera filiera.</p>
<h2>SAP S/4HANA: per un approccio sostenibile e conforme alla normativa</h2>
<p>In questo contesto, Exprivia ha sviluppato <a href="https://www.exprivia.it/it-tile-soluzione-exprivia-per-rentri-brinnovazione-e-compliance-per-la-tracciabilita-dei-rifiuti/" rel="noopener" target="_blank">una soluzione altamente specializzata</a> &#8211; sostenibile e conforme alla normativa -, integrando la piattaforma SAP S/4HANA con il sistema RENTRI. La soluzione per la gestione dei rifiuti nasce dalla collaborazione con le migliori aziende del settore, la quale ha portato alla realizzazione di uno strumento per ottimizzare il flusso operativo dei dati.</p>
<p>La piattaforma <strong>SAP S/4HANA</strong>, implementata in stretta integrazione con il sistema <strong>RENTRI</strong>, ha consentito la digitalizzazione e l’automazione dell’intero ciclo di tracciabilità dei rifiuti, dalla registrazione iniziale alla trasmissione dei dati alle autorità competenti. Questa soluzione basata sulle best practice del settore permette di:</p>
<ul>
<li>
<p>ottimizzare l’efficienza operativa,</p>
</li>
<li>
<p>garantire la conformità normativa,</p>
</li>
<li>
<p>ridurre i margini di errore nelle operazioni quotidiane.</p>
</li>
</ul>
<h2>I vantaggi dell’integrazione di SAP HANA con il sistema RENTRI</h2>
<p>La <strong>nuova gestione rifiuti abilitata da SAP HANA</strong> automatizza del tutto l’intero flusso di dati scambiati tra gli stakeholder. In questo scenario operativo l’automazione gioca un ruolo chiave per ridurre i tempi di attraversamento dei processi e <strong>azzerare il rischio di errore</strong> nei protocolli di gestione.</p>
<p>La soluzione consente infatti l’invio automatico dei dati alle autorità competenti attraverso il suo interfacciarsi con il sistema RENTRI. Ciò garantisce di default la <strong>sostenibilità ambientale delle operazioni di smaltimento</strong> e la conformità alla normativa senza necessità di nessun intervento manuale. Non solo, permette anche il <strong>monitoraggio continuo delle operazioni</strong>, migliorando la visibilità e il controllo delle attività.</p>
<p>Questo meccanismo volto a ottimizzare il processo di <strong>raccolta, trasporto e smaltimento</strong> attraverso l’uso di specifici codici, è fondamentale per monitorare i flussi di rifiuti e garantire la loro gestione sicura ed efficiente. La soluzione SAP customizzata su HANA è progettata per rispettare pienamente le disposizioni di legge in materia di tracciabilità, proprio come delineato dal <a href="https://www.albonazionalegestoriambientali.it/Download/it/NormativaNazionale/014-DLGS152_03.04.2006_EstrattoParteIV_Versione_Integrata_2010.pdf" rel="noopener" target="_blank">Decreto Legislativo 152/2006</a>. È conforme, inoltre, alle regolazioni più recenti introdotte da ARERA e dal Ministero dell’Ambiente, e risponde alle <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/09/11/20G00135/SG" rel="noopener" target="_blank">Nuove Regole per la Raccolta Differenziata 2025</a> che mirano a ridurre i rifiuti destinati alle discariche e a promuovere il riciclo.</p>
<p>Ad ogni modifica del corpo legislativo il sistema si aggiorna automaticamente in base alle novità introdotte, riducendo il rischio di non conformità.</p>
<h2>Gli strumenti per una gestione sostenibile del flusso dei rifiuti</h2>
<p>La soluzione offre anche vantaggi operativi di un certo rilievo. Grazie ai suoi tool di controllo, è possibile attraverso una dashboard l’<strong>analisi avanzata dei dati</strong> che consente di ottenere report dettagliati sulle operazioni di tracciabilità, rispondendo così alle esigenze di sostenibilità e conformità alla normativa. Questo cruscotto di monitoraggio avanzato consente più nello specifico di:</p>
<ul>
<li>
<p><strong>visualizzare in tempo reale i flussi di rifiuti</strong> con alert immediati in caso di discrepanze.</p>
</li>
<li>
<p><strong>ottenere una visione dettagliata</strong> delle operazioni di tracciabilità, per migliorare la presa di decisione strategica.</p>
</li>
<li>
<p><strong>ottimizza</strong><strong>re </strong><strong>i flussi operativi</strong> riducendo il consumo di risorse e i costi legati alla gestione manuale dei dati.</p>
</li>
<li>
<p><strong>promuovere un modello di economia circolare</strong> attraverso una gestione più responsabile e sostenibile in linea con le politiche europee.</p>
</li>
<li>
<p><strong>semplificare la gestione normativa</strong> grazie all’integrazione con il sistema RENTRI evitando potenziali sanzioni.</p>
</li>
</ul>
<p>La soluzione Exprivia integrata col sistema RENTRI è la risposta che oggi municipalizzate e aziende operanti nell’ambito della <strong>gestione dei rifiuti</strong> possono dare concretamente alle richieste di maggior compliance. Il tema della tracciabilità richiede l’uso di <strong>informazioni ben consolidate</strong> per garantire trasparenza e conformità per una gestione rifiuti più sostenibile e tecnologicamente avanzata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/magazine-sostenibilita-e-conformita-normativa-un-nuovo-approccio-alla-tracciabilita-dei-rifiuti/">Sostenibilità e conformità normativa: un nuovo approccio alla tracciabilità dei rifiuti</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Intelligenza Artificiale: una forza trasformativa per le imprese</title>
		<link>https://www.it-present.com/it/lintelligenza-artificiale-una-forza-trasformativa-per-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Monza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 20:34:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Artificial Intelligence]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.it-present.com/?p=6499</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Domenico FavuzziCavaliere del Lavoro. Presidente e Amministratore Delegato di Exprivia S.p.A3 febbraio 2024 Cavalieri del Lavoro L&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) ha rapidamente assunto un ruolo di primo piano nella trasformazione delle imprese, rivoluzionando la visione tradizionale di come le aziende operano e si sviluppano. Questa tecnologia ha il potenziale per rivoluzionare settori e processi aziendali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/lintelligenza-artificiale-una-forza-trasformativa-per-le-imprese/">L&#8217;Intelligenza Artificiale: una forza trasformativa per le imprese</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Domenico Favuzzi</em><br /><em>Cavaliere del Lavoro. Presidente e Amministratore Delegato di Exprivia S.p.A<br />3 febbraio 2024 Cavalieri del Lavoro</em></p>
<p><span id="more-6499"></span></p>
<p>L&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) ha rapidamente assunto <a href="https://www.it-present.com/it/ai-adoption-come-stanno-cambiando-le-aziende-e-cosa-aspettarsi" rel="noopener" target="_blank">un ruolo di primo piano nella trasformazione delle imprese</a>, rivoluzionando la visione tradizionale di come le aziende operano e si sviluppano. Questa tecnologia ha il potenziale per rivoluzionare settori e processi aziendali in un modo e con una estensione mai visti prima.</p>
<p>L&#8217;IA comprende una vasta gamma di tecnologie e approcci, tra cui apprendimento automatico, reti neurali e algoritmi avanzati, finalizzate a imitare il modo in cui il nostro cervello elabora le informazioni. L&#8217;obiettivo principale infatti è quello di <strong>dotare i sistemi digitali della capacità di apprendere, ragionare e risolvere compiti complessi</strong>. Questa è la ragione per cui fornisce alle imprese (e non solo) un vantaggio competitivo senza precedenti.</p>
<p>Immaginate di poter automatizzare i processi aziendali riducendo ad esempio gli errori umani o migliorando l&#8217;efficienza operativa. L&#8217;IA rende questo possibile, permettendo alle imprese e ai lavoratori di concentrarsi su attività più creative e strategiche.</p>
<p>Inoltre, grazie alla sua abilità di analizzare enormi quantità di dati in tempo reale, l&#8217;IA offre un potente strumento di analisi in numerosi ambiti di applicazione e settori industriali. Questo significa che molte decisioni potranno essere prese su una mole di dati più estesa, aggiornata e dettagliata, con un evidente beneficio in termini di tempestività e correttezza delle valutazioni e decisioni.</p>
<p>Caratteristica peculiare e potenzialmente dirompente dell’IA è la possibilità di <strong>personalizzare i servizi offerti</strong>. L&#8217;IA infatti è in grado di <strong>capire il comportamento dei consumatori e adattare l&#8217;offerta di prodotti o servizi alle esigenze individuali</strong>. Questo non solo migliora l&#8217;esperienza del cliente, ma contribuisce ad aumentare soddisfazione, fidelizzazione, fiducia del consumatore.</p>
<p>A fronte di tanti elementi efficaci ed utili, tuttavia l’IA solleva anche alcune problematiche critiche che dovranno essere “governate” e gestite con molta attenzione. Innanzitutto le questioni etiche. <strong>Come possiamo garantire che le decisioni prese in modo automatizzato siano “giuste” e prive di discriminazioni?</strong> Questa è una sfida che richiede una riflessione etica approfondita e su cui tutte le principali organizzazioni mondiali sono impegnate; in particolare la Commissione Europea ha proposto un primo quadro normativo per l’IA a livello UE già nell’aprile 2021.</p>
<p>La sicurezza è certamente un altro elemento critico. Con la crescente presenza dell&#8217;IA, ci troviamo di fronte a <strong>minacce di attacchi informatici e manipolazioni dei dati che potrebbero mettere a rischio sistemi aziendali o infrastrutture critiche</strong>. Diventa quindi cruciale approcciare nel modo corretto la sicurezza informatica dei nuovi sistemi basati sull’IA.</p>
<p>Infine vi è il tema della <strong>trasparenza sulle modalità con cu vengono “istruiti” i futuri sistemi di IA che assumeranno le decisioni in modo automatico</strong>. È estremamente importante avere una chiara comprensione di tutto il processo di apprendimento, dai dati fino ai modelli. Senza questa trasparenza, le preoccupazioni ad oggi esistenti su<strong> affidabilità, correttezza e legittimità delle decisioni prese</strong> non potranno essere superate, specialmente quando si tratta di decisioni critiche.</p>
<p>Nel corso degli ultimi anni Exprivia ha realizzato diversi progetti sfruttando le tecnologie di IA.</p>
<p>La sanità è una delle aree più attive nell’adozione dell’intelligenza artificiale ma, al contempo, nella regolamentazione della stessa, come recentemente sancito dall’ AI Act della Commissione Europea, è stata classificata come ad “alto rischio”. Tra i diversi utilizzi dell’IA da parte di Exprivia , l’adozione di strumenti innovativi a supporto della diagnosi nel mondo della radiologia è stata certamente tra quelle a più alto impatto per i pazienti, in quanto ha permesso sia una notevole <strong>riduzione degli errori clinici, che una significativa riduzione dei tempi di refertazione.</strong></p>
<p>Ugualmente rivoluzionaria è stata l’adozione di tecniche di IA per <strong>l’addestramento dei nuovi sistemi per il supporto alle decisioni dei medici</strong>. Veri e propri “assistenti virtuali” che osservano il lavoro del medico (e di tutti gli operatori sanitari), conoscono le informazioni storiche del paziente, i nuovi studi e i nuovi protocolli scientifici e sono quindi in grado di offrire suggerimenti per l’azione più opportuna da adottare. Questo consente, da un lato, di <strong>valorizzare tutte le informazioni disponibili per un approccio “personalizzato” al paziente, dall’altro di ridurre l’incidenza di alcuni fattori personali</strong> (es. mancanza di esperienza, stanchezza o altro) che potrebbero diminuire l’efficacia delle scelte del personale sanitario.</p>
<p>In aggiunta alla Sanità, anche il settore dell’Energia sta dimostrando grande interesse all’applicazione dell’IA: abbiamo, ad esempio, affiancato un importante player nazionale di settore in un percorso di trasformazione dei propri processi di <strong>manutenzione dell’infrastruttura da un approccio classico di tipo “reattivo”, ad un approccio innovativo di tipo “predittivo”</strong>. La trasformazione è stata possibile grazie all’applicazione di algoritmi di IA sugli enormi dataset già disponibili nei numerosi database di proprietà del cliente, in particolare immagini e video acquisiti tramite voli di elicotteri e droni e/o dati provenienti da satelliti, ma anche considerando le caratteristiche morfologiche, fisiche e storiche degli asset di interesse. Il risultato è stato una notevole riduzione sia degli interventi di manutenzione “programmata”, che di quelli causati da guasti sull’infrastruttura elettrica. Di conseguenza, vi è stato un aumento dell’efficienza del processo, e soprattutto una consistente riduzione di emissioni a salvaguardia dell’ambiente.</p>
<p>In conclusione, l&#8217;Intelligenza Artificiale rappresenta un&#8217;opportunità senza precedenti per le imprese, ma al contempo è fondamentale affrontare le sfide associate. È essenziale quindi non solo sfruttare le potenzialità dell’IA, ma anche affrontare le questioni etiche, di sicurezza e trasparenza. Solo in questo modo le imprese potranno sfruttare appieno la trasformazione rivoluzionaria offerta dall&#8217;Intelligenza Artificiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/lintelligenza-artificiale-una-forza-trasformativa-per-le-imprese/">L&#8217;Intelligenza Artificiale: una forza trasformativa per le imprese</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Smart waste management: il caso IREN e la soluzione Exprivia</title>
		<link>https://www.it-present.com/it/magazine-smart-waste-management-il-caso-iren-e-la-soluzione-exprivia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Monza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 20:34:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Energy & Utilities]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.it-present.com/?p=6507</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il settore del waste management affronta oggi una sfida cruciale: ottimizzare e automatizzare la gestione dei rifiuti attraverso soluzioni digitali innovative. Con l’integrazione di sistemi avanzati come la Smart Waste Planning solution, aziende come IREN stanno ridefinendo i processi operativi, migliorando efficienza, tracciabilità e sostenibilità. In questo scenario, una delle attuali criticità rilevate nella gestione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/magazine-smart-waste-management-il-caso-iren-e-la-soluzione-exprivia/">Smart waste management: il caso IREN e la soluzione Exprivia</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il settore del waste management affronta oggi una <strong>sfida cruciale</strong>: ottimizzare e automatizzare la gestione dei rifiuti attraverso <strong>soluzioni digitali innovative</strong>. Con l’integrazione di sistemi avanzati come la Smart Waste Planning solution, aziende come IREN stanno ridefinendo i processi operativi, migliorando efficienza, tracciabilità e sostenibilità.</p>
<p><span id="more-6507"></span></p>
<p>In questo scenario, una delle attuali criticità rilevate nella gestione dei rifiuti è la ricerca di una più coerente integrazione tra basi di dati, tra sistemi informativi poco omogenei e processi difformi. Per armonizzare questi elementi e ridurre i gap è necessaria una soluzione di integrazione e un’analisi in grado di restituire in tempo reale i dati delle operazioni sul campo. <strong>Exprivia</strong> ha già raggiunto l’obiettivo di coordinare queste istanze attraverso un approccio innovativo: quello centrato nell’implementazione del sistema <a href="https://www.exprivia.it/magazine-come-ottimizzare-gestione-e-smaltimento-dei-rifiuti-con-le-soluzioni-sap/">SAP Hana Waste &amp; Recycling</a>, una delle soluzioni più efficaci disponibili oggi per reingegnerizzare la gestione dei rifiuti.</p>
<h2><strong>Il caso IREN: il cambiamento richiede integrazione</strong></h2>
<p>A raccontare un caso aziendale di successo che ha come protagonista l’integrazione di un nuovo sistema informativo di waste management è la <strong>IREN</strong>, colosso delle multiutility operante nella gestione dei servizi idrici integrati e nel settore delle energie rinnovabili, con un occhio alle soluzioni più all’avanguardia per l’efficienza energetica. L’azienda ha di recente integrato nei suoi sistemi la <em>Smart Waste Planning solution</em> di Exprivia, un nuovo modulo per la gestione dei rifiuti basato su SAP S/4HANA. Da allora ha colto una delle più importanti sfide per abilitare l’innovazione tecnologica e organizzativa, rendendo più omogenei dati, sistemi e processi.</p>
<h2><strong>Il futuro del waste management: difficoltà operative e barriere normative nella gestione dei rifiuti</strong></h2>
<p>Le aziende come IREN che gestiscono grandi moli di dati coordinando tra loro le operazioni sul campo, spesso affrontano importanti difficoltà nella ottimizzazione dei flussi e nella gestione dei rifiuti a causa delle complessità operative e delle normative <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32008L0098">europee</a> e <a href="https://www.normattiva.it/esporta/attoCompleto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2006-04-14&amp;atto.codiceRedazionale=006G0171">nazionali</a> via via più stringenti. Per superare questi ostacoli è fondamentale adottare strumenti che consentano una gestione dei dati avanzata e in tempo reale. Un sistema informativo integrato, come quello basato su SAP HANA per il settore dei rifiuti, si rivela cruciale per rispondere ai bisogni più importanti, come ad esempio:</p>
<ul>
<li>
<p>Visualizzare e analizzare dati in tempo reale: permettendo di monitorare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in modo continuo.</p>
</li>
<li>
<p>Evidenziare strategie ottimali e identificare le migliori soluzioni in base alle esigenze contingenti.</p>
</li>
<li>
<p>Automatizzare la gestione dei dati, ridurre gli errori manuali migliorando l’efficienza operativa.</p>
</li>
<li>
<p>Capitalizzare le best practice adottando metodologie consolidate nel settore per migliorare la gestione dei rifiuti.</p>
</li>
</ul>
<h2><strong>Smart Waste Planning solution di Exprivia: ottimizzare la raccolta e il riciclo con dati in tempo reale</strong></h2>
<p>L’esperienza maturata da Exprivia consente non solo configurare in un’unica soluzione nuovi processi operativi rendendoli più efficienti, ma anche pianificare la vestizione degli ordini di gestione e smaltimento dei rifiuti ridisegnando completamente le attività di back-office. Con la <a href="https://www.exprivia.it/it-tile-exprivias-smart-waste-planning-solution/">Smart Waste Planning solution</a>, Exprivia ha delegato all’automazione di processo compiti troppo spesso demandati ai singoli coordinatori delle operations, evitando così l’allocazione inutile di risorse nella gestione di procedure ripetitive e a scarso valore aggiunto. Con i tradizionali sistemi di waste management, i coordinatori si trovano ad assegnare manualmente risorse ai singoli ordini gestendo in prima persona i turni, i guasti, e ogni genere di informazione operativa. Il che ha impatti diretti su tempi e costi. Invece, grazie al tridente formato da</p>
<ul>
<li>
<p>automazione di processo,</p>
</li>
<li>
<p>raccolta dei dati in tempo reale,</p>
</li>
<li>
<p>standardizzazione dei processi,</p>
</li>
</ul>
<p>è possibile oggi ridimensionare gli effetti collaterali della gestione rifiuti e voltare pagina. Questo cambio di paradigma basato su un nuovo approccio digitale serve da un lato a ricompattare l’organizzazione, dall’altro a consolidare il core business su un know-how più innovativo.</p>
<h3><strong>Il caso IREN, obiettivo numero uno: standardizzare e integrare i processi</strong></h3>
<p>Una nuova gestione dei rifiuti parte proprio da qui, ovvero da esigenze di cambiamento, di matrice sia organizzativa sia tecnologica. In IREN questa era appunto una duplice necessità a cui si è fatto fronte con l’adozione del nuovo sistema informativo (“JustIren”) implementato da Exprivia. L’obiettivo principale era rendere tra loro omogenei i processi di un intero Gruppo in grado di gestire 63 impianti e quasi 4 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno.</p>
<p>La revisione complessiva dell’architettura del sistema è nata dall’esigenza della ‘Business unit Ambiente’ di integrare i processi delle quattro società del Gruppo sulla base di una tecnologia unica. Elemento trainante di tutto il progetto il gestionale SAP, cuore pulsante digitale condiviso da tutte le partecipate dell’azienda. Con l’integrazione della <strong>Smart Waste Planning solution, IREN </strong>è riuscita ad armonizzare tra loro sistemi totalmente disomogenei, disegnati su architetture obsolete. L’operazione ha richiesto un intervento strutturale sui sistemi coinvolgendo nel cambio di gestionale circa 2.500 utenti. In un’ottica di riorganizzazione dell’ambiente IT, è stato sorprendente osservare come il ridisegno di un sistema informativo sia riuscito a guidare un percorso lungo e complesso di integrazione tra i dati di queste quattro società. La sfida principale era recuperare i dati presenti su sistemi differenti che andavano uniformati.</p>
<h3><strong>I benefici e i vantaggi principali della soluzione Exprivia per IREN</strong></h3>
<p>Questo caso pratico cosa ci racconta? Quali sono stati i vantaggi della Smart Waste Planning solution di cui ha beneficiato l’azienda? Se uno dei traguardi si è raggiunto con la standardizzazione dei processi, l’altro con la creazione di una conoscenza più verticale ed estesa sul waste management che ha saputo sfruttare le best practice imposte dall’evoluzione normativa del settore. L’arricchimento operativo dei processi ha rappresentato in questo senso un vantaggio enorme, grazie alla generazione di nuove informazioni di valore attorno al core business.</p>
<p>Tracciare le performance relative a qualità tecnica ed economica del servizio di gestione e smaltimento dei rifiuti attraverso un nuovo strumento digitale ha reso più semplice allinearsi alla compliance e ottemperare alla normativa monitorando con più attenzione i movimenti di entrata e uscita dei flussi dei rifiuti. Il consolidamento dei dati di operations e il sistema di tracciabilità dei rifiuti <em>real time</em> hanno abilitato la piena interoperabilità con la piattaforma RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), il che permette oggi alle autorità territoriali competenti di monitorare in tempo reale il percorso dei rifiuti gestiti dall’azienda, dalla produzione al trattamento finale.</p>
<h3><strong>Waste management: perché Exprivia</strong></h3>
<p>Nella scelta della soluzione, la dimensione dell’organizzazione &#8211; grande e distribuita sul territorio &#8211; è stata uno dei driver. Motivo che ha spinto a puntare su un gestionale affidabile e robusto. Questo requisito ha portato direttamente alla scelta del system integrator. Una volta identificata l’architettura, Exprivia si è occupata della configurazione della soluzione attraverso attività di implementazione e di integrazione. A distanza di sei anni dal loro primo incontro, <strong>Exprivia e IREN lavorano tutt’ora fianco a fianco</strong> in un rapporto di partnership, proprio come colleghi di un’unica organizzazione. Questo approccio alla collaborazione ha aiutato a superare difficoltà e resistenze.</p>
<h2><strong>Dall’integrazione del dato alla “conoscenza diffusa”: il salto di qualità del processo</strong></h2>
<p>Al di là delle sfide da affrontare in fase di standardizzazione, di reingenerizzazione e roll out della soluzione, il caso IREN insegna che un approccio consapevole al cambiamento in questi casi è cruciale per la realizzazione di un intervento sui sistemi informatici. Motivo per cui non bisogna mai sottovalutare l’importanza strategica dell’impatto organizzativo in fase di pianificazione. In IREN, ad esempio, la figura del coordinatore ha assunto un ruolo più centrale, lasciandosi alle spalle le incombenze operative. L’altro nodo centrale dell’implementazione è stato il consolidamento dei dati: una volta completata la fase di test e avviato il sistema, la generazione di nuove informazioni ha richiesto un attento monitoraggio. In questo scenario, una supervisione costante sulla qualità del dato ha sinora evitato che informazioni incongruenti generassero come output “dati sporchi” in grado di compromettere la qualità delle performance.</p>
<p>Un dato pulito invece disegna un processo standardizzato e ripetibile. In altre parole, crea quella che IREN chiama una “<strong>conoscenza diffusa</strong>”. La forza dell’interoperabilità tra processi, conoscenze e persone rende unico questo progetto di innovazione e trasformazione digitale. L’eredità della Smart Waste Planning solution permetterà in futuro alla IREN di migliorare sempre più il servizio di gestione e smaltimento dei rifiuti nel territorio automatizzando il più possibile la parte operativa e rimanendo al passo con le esigenze normative in continua evoluzione.</p>
<p><a href="https://youtu.be/jkve7V83_2w?si=ZzIuLfDz5ZOWSADY" rel="noopener" target="_blank">VIDEO: Exprivia per IREN: il caso che fa scuola | “Ci sentiamo colleghi”</a></p>
<p><em>Quando il cambio di gestionale guida una ristrutturazione organizzativa.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/magazine-smart-waste-management-il-caso-iren-e-la-soluzione-exprivia/">Smart waste management: il caso IREN e la soluzione Exprivia</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal DM 77/2022 alla cartella clinica informatizzata: il percorso di trasformazione della sanità</title>
		<link>https://www.it-present.com/it/magazine-dal-dm-77-2022-alla-cartella-clinica-informatizzata-il-percorso-di-trasformazione-della-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Monza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 20:34:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Healthcare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.it-present.com/?p=6513</guid>

					<description><![CDATA[<p>La cartella clinica informatizzata è una parte chiave dell’ampio processo di trasformazione che ha coinvolto la sanità in questi ultimi anni post pandemia. Tutto ha avuto inizio con il decreto n° 77 del 23 maggio 2022, con il quale il Ministero della Salute ha sancito una nuova intesa con gli enti territoriali della Pubblica Amministrazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/magazine-dal-dm-77-2022-alla-cartella-clinica-informatizzata-il-percorso-di-trasformazione-della-sanita/">Dal DM 77/2022 alla cartella clinica informatizzata: il percorso di trasformazione della sanità</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>cartella clinica informatizzata</strong> è una parte chiave dell’ampio processo di trasformazione che ha coinvolto la sanità in questi ultimi anni post pandemia. Tutto ha avuto inizio con il <strong>decreto n° 77 del 23 maggio 2022</strong>, con il quale il Ministero della Salute ha sancito una nuova intesa con gli enti territoriali della Pubblica Amministrazione regolamentando <strong>modelli e standard</strong> per lo sviluppo dell’assistenza nel Servizio sanitario nazionale.</p>
<p><span id="more-6513"></span></p>
<h2><strong>Verso la creazione di nuovo valore pubblico</strong></h2>
<p>Il Decreto Ministeriale 77/2022 ha rappresentato una tappa fondamentale nel processo di <strong>riforma del Servizio Sanitario Nazionale</strong> già pianificato nel PNR. L’obiettivo del legislatore, in raccordo con quanto già previsto dal DM 70 in tema di organizzazione ospedaliera, è stato quello di ripensare completamente l’organizzazione della sanità sul territorio, con un forte focus sul tema della prevenzione, mettendo le basi per un <strong>sistema sanitario più efficiente, equo e centrato sulle esigenze dei cittadini</strong>, anche attraverso tecnologie che consentono al paziente di accedere ai propri dati e di comunicare con i professionisti sanitari a distanza. Per perseguire gli obiettivi del <strong>Decreto Ministeriale 77/2022</strong> è indispensabile creare le condizioni ideali perchè le realtà territoriali come le case di comunità, le COT, gli ospedali di comunità e tutti i soggetti che oggi ricevono una nuova importanza possano <strong>efficacemente collaborare tra loro e con le strutture più convenzionali</strong>.</p>
<p>Ruolo centrale in questa rivoluzione è uno strumento che per lungo tempo è stato fiore all’occhiello di informatizzazioni evolute ma al stesso tempo un sottovalutato strumento gestionale: la <strong>cartella clinica</strong>. Parlando di cartelle cliniche, infatti, dobbiamo distinguere tra l’esperienza che ha apportato la soluzione della <strong>cartella clinica informatizzata</strong> &#8211; ponendo l’accento appunto sull’informatizzazione del processo &#8211; da quelle iniziative che hanno promosso la <strong>cartella clinica elettronica</strong> come parte integrante di un processo nuovo e di valore. Oggi, con gli obiettivi imposti dal DM77, è impensabile non convergere verso strumenti utili alla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria attraverso la <strong>dematerializzazione dei documenti clinico-sanitari</strong>, garantendo pieno valore giuridico probatorio nella sostituzione dei vecchi cartacei.</p>
<p>A tal proposito emerge un dato sintomatico: secondo un’inchiesta di <a href="https://www.myecole.it/ooc/wp-content/uploads/2021/12/Project-Work-Gruppo-1.pdf">Confindustria</a> ogni <strong>visita a un paziente richiede a un professionista sanitario in media 10/13 fogli di carta</strong>. Dal momento che buona parte dei medici visita circa 50 pazienti a settimana, per una stima verosimile si dovrebbe prevedere un <strong>consumo medio di 500 fogli</strong>. Un numero elevatissimo che costringe ogni anno il settore sanitario a consumare migliaia di tonnellate di carta, causando oltre ad ovvi problemi legati alla corruttibilità del documento, anche mancanza di spazi di archiviazione. Si tratta di un volume di documenti cartacei che sarà soggetto a deperimento, scarsa accessibilità e costi di gestione elevatissimi. Seppur interessante in tema di riduzione dello <strong>spreco e di sostenibilità ambientale</strong>, la vera sfida della digitalizzazione iniziata con la <strong>cartella clinica informatizzata</strong> è eliminare il concetto di “documento” per generare informazioni dal digitale puro. Quindi solo dati e non più documenti; dati che di volta in volta si <strong>configurano nel front-end digitale</strong> nel modo più appropriato in funzione di chi li dovrà usare.</p>
<p>Se a un documento digitale possono aver accesso in contemporanea professionisti dislocati ovunque sul territorio, il <strong>cartaceo invece richiede logistica</strong>, spazi di conservazione, tempi di reperimento, ed è sempre nella mani di un singolo soggetto in un luogo specifico. Si tratta di limiti incompatibili con una <strong>sanità multidisciplinare</strong> che porti le cure ovunque servano in ottica di continuità. (mi sembra un tema un pò vecchio, non l’obiettivo principale nell’adozione di un CCE)</p>
<h2><strong>L’impegno del PNRR per una nuova Sanità digitale</strong></h2>
<p>La sanità ha saputo cogliere nella sfida digitale l’occasione di ridisegnare processi e <strong>valorizzare l’innovazione tecnologica al servizio della salute</strong>. Attraverso questo decreto legge (quale? Non il DM 77 che ha un funzione organizzativa non di finanziamento) si è voluto derogare alle regioni e alle province autonome lo sforzo economico da sostenere per adeguarsi ai nuovi standard guidati dal digitale grazie agli <strong>investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong>. Il Ministero della Salute, con il supporto di Agenas, si è preso l’impegno di monitorare l’adozione degli strumenti utili all’evoluzione in ogni regione e provincia autonoma. Questa macchina organizzativa è stata pensata con la finalità di regolamentare l’accesso ai <strong>finanziamenti integrativi del SSN</strong>, come stabilito dalla legge n° 191 del 2009.</p>
<p>Indipendentemente però dall’entità degli stanziamenti previsti, la <strong>trasformazione digitale in sanità </strong>prosegue a ritmo serrato: la conferma nei risultati della ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui la <strong>crescita della spesa per la sanità digitale nel 2023 è stata pari a 2,2 miliardi di euro</strong>, registrando un incremento del 22% rispetto al 2022.</p>
<h2><strong>Cartella clinica elettronica e fascicolo sanitario: verso una nuova gestione integrata delle cure</strong></h2>
<p>Il DM 77/2022 ha dato dunque una spinta importante verso la <strong>digitalizzazione</strong> con il conseguente ridisegno dell’assistenza territoriale e quello di nuovi modelli organizzativi. A tal fine hanno giocato un ruolo preponderante le <strong><a href="https://www.exprivia.it/exprivia-resources/images/File/flyer-healthcare-05-2018/italiano/20180308_003-0_EXP_H_FS_eBilling_ITA.pdf" rel="noopener" target="_blank">soluzioni tecnologiche</a></strong>, che hanno riavvicinato il paziente alle <strong>strutture sanitarie</strong><br />
creando un vincolo più profondo. Attraverso alcune importanti innovazioni che hanno segnato una <strong>svolta nella relazione ente pubblico-paziente,</strong> si è cercato di rafforzare e garantire una maggiore efficienza ed efficacia delle cure. Elemento cardine per l’ottenimento di cure integrate ospedale-territorio è stata la creazione del <strong>Fascicolo Sanitario Nazionale</strong> completo, aggiornato e fruibile da tutti gli operatori sanitari. Affinché il fascicolo non rimanga “una cattedrale nel deserto” si rende indispensabile che le informazioni siano raccolte e trattate in modo idoneo.</p>
<p>Un fascicolo alimentato da cartaceo digitalizzato, ad esempio, non apporta il valore atteso che invece richiede la pubblicazione di informazioni organizzate e codificate secondo <strong><a href="https://www.exprivia.it/it-tile-4079-processi-logici-e-tecnologici-alla-base-di-un-sistema-sano/" rel="noopener" target="_blank">interoperabilità semantica</a></strong> come quelle della cartella clinica elettronica.</p>
<p>Oltre alla cartella <strong>clinica informatizzata e al Fascicolo Sanitario Nazionale</strong>, nel DM 77 emerge proprio il ruolo primario che avrà l’adozione della <strong>cartella clinica elettronica</strong> nell’integrazione tra Ospedale-Territorio. Una stessa CCE integrata sia negli Ospedali sia nei territori rende effetivo lo sforzo di coerenza, continuità e compenetrazione tra i dati, in qualsiasi struttura avvenga un’interazione tra paziente e medico. Ogni volta che sarà necessaria questa interazione il <strong>processo diagnostico e curativo</strong> sarà supportato dalla stessa cartella clinica, con piena ed effettiva integrazione dei dati del paziente.</p>
<p>La nuova <strong>relazione bidirezionale Ospedale-Territorio</strong> abilitata dalla CCE è essenziale per garantire continuità assistenziale, migliorare la qualità delle cure e ridurre gli errori grazie alla condivisione di dati clinici aggiornati tra tutti i professionisti sanitari. La CCE getta quindi un <strong>ponte digitale tra strutture sanitarie</strong> e ciò innesca un ciclo virtuoso che supporta nella presa decisionale e nella prevenzione di eventi avversi, garantendo maggiore efficienza operativa.</p>
<p>La tecnologia diventa in questo campo ‘<strong>abilitatore del cambiamento’</strong>, permettendo alla <strong>cartella clinica informatizzata</strong> di essere contemporaneamente strumento di dematerializzazione con funzione probatoria, supporto al processo diagnostico e di cura e portale di accesso alla storia del paziente. La <strong>cartella clinica informatizzata</strong> non si rivolge solo al medico, ma a tutto il team che si occupa della cura, paziente compreso; attraverso questo strumento infermieri, terapisti, medici, specialisti consulenti e paziente comunicano tra loro offrendo <strong>continuità agli eventi ambulatoriali</strong>, al ricovero, ai follow-up, e più in generale ad ogni accesso alla cura.</p>
<p>La cartella clinica informatizzata diventa così custode dell’individualità del paziente a 360 gradi per garantire non solo la risoluzione di un patologia, ma anche per <strong>monitorare meglio lo stato di salute</strong> nel suo complesso.</p>
<h2><strong>Priorità alla gestione del ciclo di vita del dato e della privacy</strong></h2>
<p>Guardando il futuro dalla prospettiva del dato si tratta di rinnovare un modus operandi un po’ obsoleto per poter archiviare e <strong>gestire l’intero ciclo di vita delle informazioni</strong> secondo le nuove logiche digitali dell’ente pubblico. Ogni struttura sanitaria deve <strong>poter condividere con le altre qualsiasi tipo di informazione afferente la storia clinica del paziente</strong>, in qualsiasi formato questo si trovi disponibile. La sfida della digitalizzazione iniziata dalla <strong>cartella clinica elettronica</strong> è dunque complessa, poiché richiede una <strong>gestione delicata dei processi di acquisizione e integrazione dei dati </strong>sensibili di ogni persona. La sfida della digitalizzazione, iniziata dalla <strong>cartella clinica informatizzata</strong> è dunque complessa, poiché richiede una <strong>gestione consapevole e rispettosa delle informazioni </strong>sensibili di ogni persona senza mai dimenticare la <strong>protezione dei dati e della privacy</strong> secondo la normativa GDPR.</p>
<h2><strong>Digitalizzazione del SSN, un passo avanti nell’integrazione tra cure, territorio e pazienti</strong></h2>
<p>L’adozione della <strong>cartella clinica informatizzata </strong>garantisce vantaggi agli assistiti, riducendo il rischio di errori e massimizzando le informazioni disponibili durante la cura. Ma al contempo ottimizza i processi della PA, poiché si <strong>riducono gli sprechi</strong> sia nella ripetizione degli esami sia nella prescrizione di analisi di approfondimento dovute a un quadro d’insieme poco chiaro. La <strong>cartella clinica</strong> alimenta poi il fascicolo con dati di qualità; questa integrazione tra basi di dati permette di programmare, promuovere e monitorare interventi personalizzati per la <strong>prevenzione e la gestione delle cronicità</strong>. Anche questo si rivela un tassello necessario per l’uso razionale delle capacità del SSN.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.it-present.com/it/magazine-dal-dm-77-2022-alla-cartella-clinica-informatizzata-il-percorso-di-trasformazione-della-sanita/">Dal DM 77/2022 alla cartella clinica informatizzata: il percorso di trasformazione della sanità</a> proviene da <a href="https://www.it-present.com/it">Present</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 
Lazy Loading (feed)
Minified using Disk

Served from: www.it-present.com @ 2026-07-29 20:31:12 by W3 Total Cache
-->