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Ottimizzare i processi di onboarding clienti è diventato cruciale per ogni business in un mondo digitale sempre più competitivo. Una doverosa premessa: questo primo passaggio chiave nel rapporto tra persone e azienda comprende tutte quelle procedure che un’organizzazione deve mettere in atto per selezionare, validare e integrare al suo interno nuovi membri, siano essi fornitori, collaboratori, dipendenti o, appunto, clienti. Ma è di certo nei confronti di questi ultimi che, per l’appunto, è importante prestare un’attenzione ancora maggiore. Far sì che l’interazione con l’azienda sia eccellente sin dal primo contatto, infatti, migliora la percezione che i consumatori hanno del marchio e rappresenta un requisito essenziale per la creazione di relazioni soddisfacenti e durature.


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Consolidare Observability e monitoring in un unicum fruibile è un obiettivo che sempre più aziende si pongono e che ha origine principalmente dalla caratteristica dei sistemi informativi di crescere in termini di complessità con il passare del tempo. Il caso di Enel che raccontiamo oggi nasce proprio dal bisogno di riconsiderare le piattaforme interne in un’ottica di best practices e con una impostazione più adeguata ai bisogni di una enterprise moderna.


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Il contract management è uno degli step del processo cruciali nella gestione fornitori, e include una vasta gamma di attività che va dalla negoziazione iniziale alla supervisione delle prestazioni, passando per il monitoraggio della conformità. Tuttavia, la gestione dei contratti rappresenta per molte aziende italiane un processo time consuming sia in fase di onboarding che durante tutto il rapporto con il fornitore.


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La trasformazione delle aziende dell’industria chimica tradizionale in imprese intelligenti è un aspetto imprescindibile per tutte le realtà che desiderano rimanere competitive e rispondere alle sfide poste dal mercato. La crescente scarsità di risorse e la necessità di ridurre il proprio impatto ambientale sono due tra i principali motivi che devono spingere le organizzazioni verso l’adozione di modelli di business innovativi ma anche verso piattaforme con cui cambiare ed innovare la metodologia di gestione delle operation. In questo mercato, è richiesto un cambiamento culturale e una stretta collaborazione volte alla condivisione nella catena di approvvigionamento, dalle reti aziendali fino al coinvolgimento dei clienti.


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Per comprendere il valore degli Speech Analytics ci si deve porre un interrogativo: in che modo i contact center comprendono le esigenze dei propri interlocutori, i loro bisogni e le necessità, e come quantificano il loro grado di soddisfazione? Il tema è ampio perché su questi parametri incidono la qualità del prodotto e dei servizi erogati dall’azienda, l’attività di pre e post-vendita, la personalizzazione del servizio e – ovviamente – anche l’efficacia dei servizi di customer care, che, non dimentichiamo, è il punto di contatto tra l’azienda e il mercato, e ha un impatto determinante sulla customer experience.

Cosa sono gli speech analytics?

Gli speech analytics rappresentano una tecnologia rivoluzionaria nell’ambito del customer care e della gestione del contact center perché comprendono i dialoghi tra clienti e agenti. In pratica, il sistema si occupa di analizzare conversazioni vocali o testuali, fornendo un quadro dettagliato delle interazioni che intercorrono tra le due controparti. A differenza delle tradizionali indagini di soddisfazione, gli speech analytics aprono una finestra sulle dinamiche effettive delle conversazioni, svelando informazioni nascoste e offrendo una comprensione più approfondita delle esigenze e delle aspettative dei clienti. In sintesi, gli Speech Analytics non si limitano a essere strumento di analisi ma sono invece un vero e proprio un catalizzatore di miglioramento continuo, perché abilitano una comprensione profonda delle dinamiche di interazione tra le persone e l’azienda, aprendo la strada a una customer experience sempre più personalizzata e coinvolgente.


Come funzionano gli speech analytics: le 5 fasi chiave

Tipicamente, gli speech analytics operano attraverso la trascrizione automatica del parlato, per poi identificare parole chiave e frasi significative attraverso l’applicazione di algoritmi avanzati. Ma non è tutto: vanno ben oltre l’analisi testuale per considerare anche elementi cruciali come i silenzi, la velocità e la concitazione, con l’obiettivo di fornire – anche in tempo reale – un quadro quanto più completo delle emozioni dell’interlocutore. Il loro funzionamento si articola attraverso una serie di passaggi automatizzati che consentono un’ottimizzazione continua delle performance. Riassumiamo qui le 5 fasi chiave grazie a cui gli speech analytics riescono a trasformare semplici conversazioni in fonti preziose di informazioni strategiche per migliorare l’efficacia del customer care:

  1. Trascrizione automatica della conversazione telefonica → abilita analisi e comprensione delle interazioni.
  2. Identificazione di parole chiave e frasi significative → permette di focalizzare l’attenzione su concetti cruciali per comprendere dinamiche e sentiment.
  3. Analisi degli elementi vocali come silenzi, velocità e concitazionefornisce una comprensione completa delle dinamiche emotive e del coinvolgimento durante la conversazione.
  4. Monitoraggio dinamico dei cambiamenti nelle esigenze dei clienti → fornisce insight sulle tendenze di consumo e le aspettative in evoluzione.
  5. Supporto agli operatori in tempo reale → fornire suggerimenti durante le chiamate per massimizza l’efficienza del servizio offerto.

Perché le customer interaction analytics sono fondamentali?

Negli ultimi anni, le dinamiche di mercato hanno vissuto cambiamenti epocali: uno dei più lampanti si riferisce proprio al ruolo giocato dai consumatori, divenuti sempre più parte attiva nella costruzione di un nuovo rapporto con i brand. Saper costruire un customer journey personalizzato e una customer experience eccellente non è più un’opzione o un semplice valore aggiunto: è un requisito fondamentale per mantenere alta la competitività aziendale. In questo senso, le customer interaction analytics sono lo strumento chiave per conoscere davvero i gusti di ogni consumatore e offrirgli così un servizio all’altezza delle sue, personali e peculiari, aspettative. I contact center, infatti, dispongono di una mole immensa e disorganizzata di dati relativi ai clienti, tra conversazioni telefoniche, chat, e-mail, interazioni social, recensioni e altro ancora: solo con uno strumento potente di customer interaction analytics è possibile sfruttare appieno queste informazioni e fare tesoro di ogni singola interazione avvenuta con ogni singola persona.


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I contratti di managed service outsourcing per la gestione dell’ecosistema IT sono oggi una scelta quasi obbligata per le imprese. L’aumento della competitività, la riduzione dei costi nelle economie di scala e l’ottimizzazione delle risorse informatiche sono tutti fattori che spingono a dover intercettare sul mercato le competenze necessarie per un salto di qualità e di efficienza. Sia a livello organizzativo che tecnologico, la gestione dell’intero ambiente informatico e dello stack infrastrutturale richiede figure con skill di alto profilo e una conoscenza approfondita sul funzionamento del parco applicativo e delle macchine. Solo così, infatti, è possibile sfruttare appieno i vantaggi competitivi dell’innovazione di processo.


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L’integrazione dei sistemi aziendali con SAP, e specialmente con le suite disponibili in cloud, è il primo passo per migliorare la governance e sprigionare il vero valore dei progetti Industry 4.0. Come? Accrescendo la produttività, aumentando l’efficienza e rendendo i processi responsive attraverso workflow automatizzati.


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Il processo di onboarding è fondamentale per inserire con successo nuove figure, come clienti, fornitori e collaboratori, all’interno di un’azienda e delle sue dinamiche, con il fine di stabilire le basi di un rapporto professionale efficace. Ottimizzare il processo di onboarding, minimizzando le inefficienze e massimizzando la produttività, significa contenere i costi, ma anche eliminare o ridurre il più possibile gli elementi di burocrazia interna o esterna che spesso intralciano l’operatività.
Oggi che il digitale è sempre più diffuso all’interno delle aziende, e usato in modo pervasivo in tutti i processi, l’automazione anche dell’onboarding è diventata un aspetto chiave per le aziende che vogliono restare competitive. Il processo di onboarding, sia per il personale sia per i clienti, comporta, infatti, costi significativi. Operare in modo il più possibile automatizzato permette di contenere la spesa, sia in termini di tempo uomo richiesto per ogni istanza, sia in termini di riduzione degli errori.


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L’automazione è una delle parole chiave del mondo IT di oggi. Anche e soprattutto nel contesto dell’ottimizzazione delle risorse. Se il cloud da un lato infatti ha avuto il grandissimo vantaggio di rendere accessibili in modo dinamico risorse teoricamente illimitate, è anche vero che l’ottimizzazione delle stesse è diventata sempre più complessa. IBM Turbonomic è una risorsa di performance management che, lavorando con i sistemi di monitoraggio e observability, per esempio IBM Instana, permette un’ottimizzazione full stack, fluida e dinamica dell’infrastruttura IT.