Nella dimensione dell’Industry 4.0, l’approccio streamline process consente alle imprese di semplificare la supply chain e la catena produttiva, eliminando le inefficienze grazie all’analisi dei dati e all’automazione dei task.
Nella dimensione dell’Industry 4.0, l’approccio streamline process consente alle imprese di semplificare la supply chain e la catena produttiva, eliminando le inefficienze grazie all’analisi dei dati e all’automazione dei task.
Il panorama tecnologico si evolve a una velocità senza precedenti, e con esso cambiano anche le esigenze delle aziende.
Mantenere competitività in un contesto di continua innovazione richiede soluzioni IT flessibili e scalabili, capaci di adattarsi alle trasformazioni del mercato.
Per molte imprese, inoltre, il termine del supporto per alcuni sistemi SAP pianificato per il 2027 sta diventando un elemento cruciale nelle decisioni strategiche.
I KPI della customer experience sono fondamentali per misurare la capacità dell’azienda di garantire un’esperienza appagante e di qualità al proprio interlocutore.
Lo scenario economico attuale sta mettendo a dura prova le imprese di costruzione. Globalizzazione, concorrenza intensa, margini ridotti a causa dei costi energetici e delle materie prime in aumento, oltre a richieste sempre più pressanti di tempi rapidi per la consegna dei lavori, stanno radicalmente trasformando le priorità del comparto Engineering, Procurement & Construction (EPC).
Quali sono le frontiere del data driven manufacturing? I gestionali di ultima generazione possono favorire lo sviluppo di nuovi modelli di business basati sull’analisi dei dati generati dagli impianti di produzione e sull’utilizzo dei prodotti da parte dei clienti. Tuttavia, al di là dell’ottimizzazione dei processi e della sempre maggiore resilienza della catena del valore – prerogative delle soluzioni digitali che abilitano la cosiddetta Industry 4.0 – oggi le parole chiave dell’intelligent enterprise declinata sul versante della manifattura sono personalizzazione e servitizzazione. Due dimensioni che si potranno navigare solo a patto di riuscire a dominare l’analisi del dato in tempo reale.
La media industria manifatturiera si trova oggi al centro di un periodo di trasformazioni profonde, segnato da sfide sempre più complesse ma anche da opportunità senza precedenti. Per i leader del settore, affrontare questi cambiamenti non è solo una questione di sopravvivenza ma segna un’evoluzione verso modelli di business più resilienti, agili e sostenibili.
Come purtroppo stanno dimostrando le ripetute crisi abbattutesi su diversi settori dell’economia globale, poter fare affidamento su una catena di approvvigionamento efficace è essenziale per continuare a operare. Se infatti non viene garantita la resilienza dei processi legati all’acquisizione, al trasporto e al corretto trattamento delle materie prime, dei servizi e dell’energia che alimentano il business, le attività prima o poi saranno costrette a fermarsi. O, nella peggiore delle ipotesi, a chiudere. L’assunto è tanto più vero se lo si applica all’ambito delle costruzioni, e soprattutto delle grandi imprese che hanno adottato il modello contrattuale EPC (Engineering, Procurement and Construction).
L’ottimizzazione della produzione e il contenimento dei costi sono oggi una grossa sfida per molte aziende manifatturiere, un compito che richiede una digitalizzazione spinta dei processi, ottenibile con l’aiuto dei sistemi di etichettatura automatica. L’uso efficiente delle materie prime, dei sistemi di produzione e una migliore gestione dei prodotti finiti richiedono più solide connessioni tra il mondo fisico e quello digitale.
Nell’era dell’hybrid work, della mobility e dei processi di vendita gestiti in real time, diventa sempre più complesso monitorare e orchestrare le provvigioni degli agenti. Si moltiplicano infatti i ruoli, oltre che le funzioni, e i rapporti lungo la catena del valore si stratificano seguendo le nuove esigenze di flessibilità e immediatezza del mercato, specie quando si opera a livello internazionale. La tempestività è tutto: sia per i commerciali sia per le imprese “avere le mani libere” per negoziare e portare a termine un contratto in molti casi è decisivo per aggiudicarsi una commessa e battere la concorrenza. Ed è per questo che le provvigioni degli agenti, nel momento in cui non vengono gestite in modo smart, rischiano di rendere meno efficiente o addirittura di rallentare l’iter decisionale proprio nel momento più delicato di una possibile transazione.
Anche nell’ambito dei professional services le nuove opportunità di business sono destinate a confrontarsi con un mercato sempre più digitalizzato e per questo contraddistinto da una serie di sfide che nessun player può ormai evitare di affrontare. Processi e attività, innanzitutto, devono essere tarati sulle performance, il che vuol dire valutare l’effettiva soddisfazione dei clienti, a cui bisogna riservare un’ampia offerta di servizi personalizzabili. Professionalità e skill tradizionali devono quindi fondersi con competenze innovative per fornire ai propri interlocutori tutto l’ascolto necessario e l’assistenza richiesta nei modi e nei momenti giusti, sfruttando i network e le piattaforme digitali anche per ampliare le partnership, imprescindibili per muoversi in questo tipo di scenario.